Finanza
Comuni uniti, decidano i cittadini
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Sullunione dei Comuni della montagna viene chiesta una consultazione popolare Sul progetto appello dell'opposizione marlianese
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MARLIANA. Siano i cittadini a decidere sull'adesione all'unione dei Comuni. Questa la richiesta arrivata dal gruppo d'opposizione "Marliana per le Libertà". «Codesta amministrazione - scrivono i consiglieri Innocenti, Chelucci e Danesi - sta predisponendo la bozza di modifica allo statuto che prevede l'adesione del nostro Comune alla nascente Unione dei Comuni, modifica da portare in approvazione in consiglio comunale entro il 21 novembre. Come è stato da noi affermato in occasione delle due riunioni sull'argomento nessun obbligo in tal senso è posto, a carico del nostro Comune, dal decreto legge 138 del 2011, in quanto tale incombenza riguarda solo i comuni sotto i mille abitanti e, nel caso specifico, solo Abetone dovrà adeguarsi alla norma. Di contro la Legge regionale 44 del 2011 afferma che non verranno erogati i contributi (per Marliana sono circa 24mila euro) se entro il 21 novembre i comuni non abbiano apportato modifiche allo statuto che prevedano "L'Unione dei Comuni". Come possiamo vedere si tratta di due norme sostanzialmente contraddittorie che, comunque, oltre a porre dubbi legittimi in ordine alla "ratio" di ognuna di esse, pone l'amministrazione nella condizione di optare per una scelta che, se favorevole all'Unione, segnerà in maniera sostanziale il futuro del nostro comune e quindi dei nostri cittadini». Un futuro, sottolineano i consiglieri, che è difficile da prevedere, vista la lacunosità delle norme che regolano la materia. Da qui la richiesta di coinvolgere nella scelta la cittadinanza. «Chiediamo - chiude il gruppo di minoranza - che, prima di assumere decisioni sull'adesione del nostro Comune all'Unione dei Comuni con San Marcello, Abetone, Cutigliano, Piteglio e Sambuca, siano interpellati i cittadini che, debitamente informati, potranno manifestare il loro parere sull'importante argomento nelle forme democratiche che verranno ritenute idonee». Questo, viene ribadito, per evitare di prendere una decisione che, a quel punto, sarà «priva dei più elementari principi democratici».
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