Oro, l'ultima spiaggia per arrivare a fine mese, negozi dedicati in crescita
◗
La pesatura per stabilire il prezzo dei monili d’oro in venditaUn operatore: «Abbiamo aperto da appena due anni e i clienti di ogni tipo sono in costante aumento»
3 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Con la crisi che avanza inarrestabile, il mercato dei vari "Compro oro", a cui si rivolgono numerose famiglie in difficoltà, assiste a una continua crescita. Lo confermano i numerosi negozi in varie parti della città, dalla stazione alla zona sud, passando per il centro. Il meccanismo per avere contanti da questi negozi è molto semplice. Basta portargli il proprio oro usato (oppure argento o monili) e, dopo aver fornito i propri dati, prendere i contanti in base alla corrente valutazione dell'oro, che può cambiare di giorno in giorno (ad oggi siamo sui 40 euro al grammo). Dopo l'acquisto i "Compra oro" sono obbligati per legge a tenere l'oro per dieci giorni nel proprio negozio per eventuali controlli delle forze dell'ordine, prima di rivenderli al banco metalli, grosse Spa che si occupano di raffinare il nobile metallo per rifornire l'estero o i grossi produttori. Tutto deve essere certificato e dichiarato per evitare che merce rubata o contraffatta possa essere riciclata senza difficoltà. È capitato che i titolari a volte non siano professionisti del mestiere e possono andare incontro a truffe e raggiri, per l'incapacità di riconoscere il vero oro da una brillante patacca, come ci spiega il titolare di un laboratorio orafo, Michele Romano. «Può succedere - afferma - che i gestori di questi negozi si rivolgano a me per certificare la qualità dell'oro che gli propongono, ed è capitato che si trattasse di fregature». Indubbiamente il periodo di difficoltà economica ha fatto sì che sempre un maggior numero di persone, di qualsiasi estrazione sociale, si rivolgano a questo tipo di attività anche per arrivare a fine mese. «Abbiamo aperto poco più di due anni fa - spiega la titolare del Compro oro in piazzale Italia - e chi viene da noi è sempre in aumento. Il nostro è un lavoro molto triste, e spesso ti trovi di fronte a delle persone veramente disperate, che sono disposte a vendere anche dei preziosi ricordi pur di riuscire a mandare avanti la propria famiglia. A volte ci ringraziano, perché senza di noi non avrebbero saputo a chi rivolgersi. Purtroppo, nel nostro mestiere, c'è chi si approfitta di queste persone e della loro difficoltà». Oltre ai banchi specializzati, anche alcune gioiellerie (per esempio la rinomata catena Fabiani) svolgono da tempo questo tipo di commercio. «Dal 2007 facciamo anche l'attività di compro oro - racconta Stefano Pasquinelli, gestore dell'oreficeria "Re Mida" - ma la maggior parte dei nostri guadagni provengono dalle vendite. Sicuramente non ci andiamo sotto, ma la tassazione su questo tipo di compravendita è abbastanza alta. Negli ultimi anni, per fortuna, sono aumentati notevolmente i controlli su chi svolge questo servizio, per evitare che molta merce rubata venga acquistata, consciamente o meno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
