Italia
«Bus come carri bestiame»
Elena Guerri
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Studenti in piedi su un pullman di linea Mezzi da venti posti sulle linee extraurbane
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MONTECATINI. Proseguono le lamentele dei pendolari sulla carenza del servizio del trasporto pubblico in Valdinievole. Sovraffollamento, corse inesistenti, coincidenze perdute, spintoni sono ormai all'ordine del giorno per chi usa il pullman. E significativa, in questo senso, è la testimonianza di una delle tante persone che quotidianamente ricorre al bus per i suoi spostamenti, Stefano Sforzi: «Dobbiamo essere acrobati per salire sul bus. Ogni giorno devo lottare per conquistare un posto per andare a lavoro a Montecatini. Negli orari di punta delle scuole i ragazzi sono stipati come animali. Molti rimangono a piedi alle fermate, impotenti di fronte le porte del pullman che non si aprono. La scena si ripropone sempre uguale dal lunedì al sabato». Ma la testimonianza non finisce qui: «La Copit, per coprire il tratto Monsummano, Montecatini, Pescia, utilizza i bus urbani arancioni da 18/20 persone. Per legge, invece, dovrebbe impiegare gli autobus extraurbani azzurri, capaci di trasportare molti più passeggeri, anche per la loro sicurezza. Come se tutto ciò non fosse sufficiente il collegamento da Monsummano a Pistoia termina alla Pretura, una zona decentrata rispetto alla piazza. In questo modo dal centro siamo costretti a spostarci a piedi fino allo scambiatore. La prima corsa per il capoluogo è alle 7,18, mentre prima era alle 6. Ma chi deve andare a lavorare a Pistoia, a che ora arriva?». «La situazione non è piacevole nemmeno per il tratto da Monsummano a Pescia - prosegue il lettore - fino al primo maggio 2010 ogni mezz'ora veniva effettuato un collegamento. Ora il 60 % delle corse è stato tagliato, con punte del 90% nei festivi e la domenica. Dall'altra parte, però, le tariffe sono aumentate del 15%, passando da 1 euro a 1 euro e 15 (per 5 chilometri). Guai a provare a chiamare eventuali numeri verdi per avere delucidazioni: nessuno risponde. Infine è assurdo che abbiano diffuso volantini per fare un sondaggio sulla qualità del servizio. C'è poco da valutare: fa schifo. Quei soldi avrebbero potuti essere spesi meglio. La Blubus esiste solo come nome stampato sui biglietti. Tra Lazzi e Copit non vi è nessuna collaborazione, anzi. È un'utopia sperare che agiscano nel bene dei propri clienti». Insomma la situazione del trasporto pubblico rimane scottante.
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