Sicurezza
Un'odissea per andare a scuola
Elena Guerri
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Ragazzi in attesa del pullmanSui bus degli studenti, tra spinte e botte per un posto
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PESCIA. Quando il viaggio in autobus diviene un'odissea. Un giorno di ordinaria follia in viaggio da Montecatini a Pescia, tra corse, scatti, colpi di zaini, spintoni e botte. Sono le 7,40: è scattata l'ora ics. Centinaia di ragazzi, con le loro borse colorate sulle spalle, stanno assalendo l'autobus. È una vera e propria lotta all'ultima spallata per conquistare un posto a sedere, per i più fortunati, o un spazio minimo in piedi raggiungere la tanto amata-odiata scuola. Ogni mattina si ripete la stessa scena con gli studenti costretti ad arrangiarsi per riuscire ad aggiudicarsi un passaggio al Lorenzini, al Sismondi, al Marchi o alla Querceta. Dopo una mattina trascorsa sui banchi a studiare, alle 13,40, la situazione per il ritorno a casa è la medesima.
«È una guerra vera e propria. Dobbiamo combattere per salire sopra» dicono in coro i ragazzi. «Spesso siamo appiccicati come sardine. Gli uni sopra gli altri» aggiungono alcuni del grafico pubblicitario. «Più di una volta sono rimasta a piedi alla fermata del Borgo» confessa sconsolata Elisa del linguistico. Le lamentele proseguono: tutti concordano sull'insufficienza del servizio. Nonostante il costo di biglietti e degli abbonamenti sia aumentato, il numero delle corse è diminuito. A poco valgono anche gli sforzi degli autisti stessi, che, a loro rischio e pericolo, trasportano il doppio dei passeggeri consentiti per legge: «A volte il bus è così pieno che non riesco a vedere la strada» spiega uno di loro. «Mi sono ritrovato con alcuni ragazzi seduti sul cruscotto - fa eco un altro - se freniamo bruscamente, però, mettiamo a rischio la loro incolumità».
Il problema del sovraffollamento si era riproposto anche in precedenza, ma quest'anno pare essersi acuito ulteriormente. E siamo andati a vedere. Da Montecatini a Pescia: salire sull'autobus è un'impresa. Il posto a sedere un'utopia. È difficile compiere il benché minimo movimento. Nonostante ciò, ad ogni fermata lo spazio, già alquanto ristretto, si riduce sempre più. A Borgo ogni centimetro è esaurito e l'autista decide di non aprire le porte. Impossibile fa salire altre persone. La speranza è che passi velocemente un'altra corsa, magari meno affollata. Da Montecatini a Monsummano fino a Biccimurri stesso sovraffollamento. Molti sono costretti a scendere alla Pretura. Impossibile proseguire il viaggio. Non rimane altro che attendere una coincidenza, se mai arriverà.
«È una guerra vera e propria. Dobbiamo combattere per salire sopra» dicono in coro i ragazzi. «Spesso siamo appiccicati come sardine. Gli uni sopra gli altri» aggiungono alcuni del grafico pubblicitario. «Più di una volta sono rimasta a piedi alla fermata del Borgo» confessa sconsolata Elisa del linguistico. Le lamentele proseguono: tutti concordano sull'insufficienza del servizio. Nonostante il costo di biglietti e degli abbonamenti sia aumentato, il numero delle corse è diminuito. A poco valgono anche gli sforzi degli autisti stessi, che, a loro rischio e pericolo, trasportano il doppio dei passeggeri consentiti per legge: «A volte il bus è così pieno che non riesco a vedere la strada» spiega uno di loro. «Mi sono ritrovato con alcuni ragazzi seduti sul cruscotto - fa eco un altro - se freniamo bruscamente, però, mettiamo a rischio la loro incolumità».
Il problema del sovraffollamento si era riproposto anche in precedenza, ma quest'anno pare essersi acuito ulteriormente. E siamo andati a vedere. Da Montecatini a Pescia: salire sull'autobus è un'impresa. Il posto a sedere un'utopia. È difficile compiere il benché minimo movimento. Nonostante ciò, ad ogni fermata lo spazio, già alquanto ristretto, si riduce sempre più. A Borgo ogni centimetro è esaurito e l'autista decide di non aprire le porte. Impossibile fa salire altre persone. La speranza è che passi velocemente un'altra corsa, magari meno affollata. Da Montecatini a Monsummano fino a Biccimurri stesso sovraffollamento. Molti sono costretti a scendere alla Pretura. Impossibile proseguire il viaggio. Non rimane altro che attendere una coincidenza, se mai arriverà.
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