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Montecatini

I lavoratori dicono sì all'accordo

David Meccoli
Marcello Familiari (Cisl)
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Marcello Familiari (Cisl)

Tipografia Toscana: la prossima settimana il voto di sindacati e azienda

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PONTE BUGGIANESE. L'assemblea dei lavoratori della Tipografia Toscana ha votato a maggioranza la bozza di accordo predisposta da sindacati e azienda e che, salvo ripensamenti dell'ultima ora, dovrebbe essere firmata la prossima settimana nella sede di Assindustria. Nell'accordo figurano le mensilità arretrate, la cassa integrazione e alcune ipotesi sul futuro (più a lungo termine) dei dipendenti. 

L'assemblea.
Tutto il personale dell'azienda si è ritrovato ieri al cospetto delle tre organizzazioni sindacali che hanno condotto le trattative (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil). Sul tavolo c'era la bozza di un accordo che dovrebbe garantire una (relativa) tranquillità a 58 lavoratori (in realtà sono 59, ma uno di loro ha da poco presentato le dimissioni). 

Attività.
La società (che svolge attività artigianale e industriale nella cartotecnica e nel packaging, come pubblicità, cataloghi, brochure, collane di libri e manifesti) ha formalmente avviato la procedura di messa in liquidazione, con dismissione dell'attività produttiva. I dipendenti hanno da qualche giorno proclamato lo stato di agitazione. 

I timori.
Con una nota congiunta, nei giorni scorsi i sindacati si erano lamentati del fatto che l'assemblea dei soci avesse deciso di non ricapitalizzare l'azienda, con la conseguente impossibilità di portare avanti il progetto di riorganizzazione, elemento giudicato basilare per poter proseguire con la cassa integrazione. «La cassa straordinaria - aveva spiegato Gianluca Balli, Slc Cgil - era un ammortizzatore adeguato alla precedente situazione ma, dal momento che l'azienda è stata posta in liquidazione, è ora uno strumento che necessita di essere trasformato nella cosiddetta cassa integrazione per cessazione per crisi. Questo consentirebbe ai lavoratori di godere per altri 12 mesi di un ammortizzatore sociale». 

Le speranze.
Nella bozza di accordo (che ha l'obiettivo di evitare un licenziamento di massa) figurano il recupero delle spettanze arretrate entro la fine di dicembre (non sono state pagate due mensilità), la volturazione della cassa (che diventa appunto "per crisi") e alcune opportunità sul futuro dei lavoratori dopo che l'azienda avrà chiuso i battenti (attualmente si cerca di soddisfare gli ordini rimasti inevasi fino a quando ci saranno disponibilità di magazzino). In pratica all'orizzonte ci sarebbe la possibilità di una scissione dell'azienda con la cessione in affitto di un suo ramo che riassorbirebbe i 32 lavoratori del settore industriale, laddove i 26 artigiani (in parte provenienti dalla Kartos) godrebbero di un ulteriore periodo di cassa. «I margini per poter ottenere un buon risultato erano stretti - commenta Marcello Familiari, Cisl - ma con questo accordo evitiamo almeno la disastrosa opzione della completa cessazione dell'attività lavorativa».

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