Italia
Speranza per 59 lavoratori
David Meccoli
◗
La Tipografia Toscana Tipografia Toscana: verso la cassa integrazione per crisi
2 MINUTI DI LETTURA
PONTE BUGGIANESE. La fumata bianca non c'è stata, ma dall'interno della riunione svoltasi ieri nella sede di Assindustria, alla presenza delle tre organizzazioni sindacali (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil) e dei legali della Tipografia Toscana, sono filtrate alcune notizie confortanti sul futuro di 59 lavoratori. Ora tutto è rimandato alla prossima settimana, quando potrebbe esserci la firma sull'accordo la cui bozza di massima è stata discussa ieri. Ma prima servirà il via libera da parte dell'assemblea dei dipendenti. La società (che svolge attività industriale nella cartotecnica e nel packaging, come pubblicità, cataloghi, brochure, collane di libri e manifesti) ha formalmente avviato la procedura di messa in liquidazione, con dismissione dell'attività produttiva. Si tratta di un allarme sul già pesante fronte occupazionale della Valdinievole, con i dipendenti che hanno già da qualche giorno annunciato la proclamazione dello stato di agitazione. Con una nota congiunta, nei giorni scorsi i sindacati lamentavano il fatto che l'assemblea dei soci avesse deciso di non ricapitalizzare l'azienda, con la conseguente impossibilità di portare avanti il progetto di riorganizzazione, elemento giudicato basilare per poter proseguire con la cassa integrazione straordinaria. «La cassa straordinaria - spiega Gianluca Balli, Slc Cgil - era un ammortizzatore adeguato alla precedente situazione, ma dal momento che l'azienda si trova in una nuova condizione, ed è stata posta in liquidazione, è uno strumento che necessita di essere trasformato nella cosiddetta cassa integrazione per cessazione per crisi. Questo consentirebbe ai lavoratori di godere per altri dodici mesi di un ammortizzatore sociale». Nella bozza di accordo (che sostanzialmente ha l'obiettivo di evitare un licenziamento di massa) figura anche il recupero delle spettanze arretrate (non sono state pagate due mensilità) e, punto ancora più importante, alcune opportunità sul futuro dei lavoratori dopo che l'azienda avrà definitivamente chiuso i battenti (attualmente il lavoro sta proseguendo e si cerca di soddisfare tutti gli ordini rimasti inevasi fino a quando ci saranno disponibilità di magazzino). Nell'accordo dovrebbe, in poche parole, essere garantita anche la messa in sicurezza del personale sia facente parte del settore industriale (qui si intravedono percorsi alternativi con possibili trasferimenti di rami d'azienda), sia di quello artigianale (con ulteriori ammortizzatori sociali per gli ex dipendenti assorbiti dalla Kartos, una volta concluso l'anno della cassa per crisi).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
