Il Tirreno

Montecatini

Ancora “congelata” la pratica per il rimpatrio dalla Francia della salma di Sonia Acconci

Burocrazia senza pietà

Andreas Quirici
Sonia Acconci, trovata morta lo scorso luglio nel porto di Mentone
◗
Sonia Acconci, trovata morta lo scorso luglio nel porto di Mentone

Il marito: «Ritardi, silenzi, misteri. È uno strazio infinito»

3 MINUTI DI LETTURA





 MONTECATINI. Non è ancora finita la triste vicenda del rimpatrio di Sonia Acconci, la donna di Massa e Cozzile trovata morta nel porto di Mentone, in Costa Azzurra, lo scorso luglio. Anzi, la famiglia sta valutando l'ipotesi di ricorrere alle vie legali. «Ci hanno detto che è morta per annegamento - racconta l'ex marito, Massimo Ormeni - ma fin dall'inizio, chi l'ha soccorsa ha detto che non aveva acqua nei polmoni. E poi, ufficiosamente, ci è stato sempre detto che era stato un malore. Perché dopo così tanto tempo la versione è cambiata?».  L'idea di Ormeni e dei suoi due figli sarebbe quella di finire qui l'intera vicenda, recandosi al cimitero di Nizza entro la fine di novembre per la cremazione del corpo della donna e per portare poi le ceneri in un luogo a lei caro. Si tratta di una località da cui si vede il mare, essendo la signora Acconci figlia di un ufficiale di marina.  «Stiamo soffrendo - dice Massimo Ormeni - perché questa storia si è protratta nel tempo anche troppo. Però dall'altro lato, avremmo anche la voglia di andare fino in fondo, perché sa un po' di presa in giro. Così tanto tempo per emettere una sorta di verdetto e l'esito è in contraddizione con quello che ci era stato detto finora. Fra l'altro, ancora ufficialmente non abbiamo nulla in mano. Solo un fax non ufficiale che non chiarisce assolutamente niente». Gli Ormeni sono combattuti. Al momento hanno contattato un avvocato per prendere informazioni sui passi da compiere e andare, eventualmente, per vie legali. «Il rischio, però, è che i tempi si allunghino ulteriormente con la prospettiva di essere qui a parlarne ancora fra un anno - racconta ancora l'ex marito di Sonia Acconci - e questo non lo vorremmo assolutamente. Purtroppo ci hanno detto che vicende di questo tipo, con italiani morti in Francia, vanno a finire sempre così. O le cause del decesso sono evidenti. Oppure servono documenti ed esami che la burocrazia richiede. E i tempi per la restituzione delle salme si allungano a non finire».  E pensare che se non fosse stato per la testardaggine dei familiari, il corpo di Sonia Acconci sarebbe stato lasciato all'obitorio di Nizza. Invece è stato sistemato al cimitero della città francese, in attesa che la famiglia possariaverlo e disporne la sepoltura o la cremazione, così com'era nei desideri della donna. Della vicenda si era interessato anche il consolato italiano a Nizza, su richiesta di Massimo Ormeni e dei suoi due figli. È stato anche grazie all'attività svolta dai funzionari che la situazione si è finalmente sbloccata, con la speranza che possa chiudersi definitivamente in tempi rapidi e con più chiarezza di quanta non ce ne sia in questo momento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze