Trasporti
Studenti come sardine
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Studenti in piedi su un bus di linea Bus affollati e autisti che rischiano la patente Dopo Chiesina scoppia il caso del Montalbano
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LAMPORECCHIO. Troppi pochi pullman e sempre stracarichi. Il caso di Chiesina Uzzanese, al centro di un servizio del Tirreno, in cui spesso gli autisti son costretti a non far salire gli studenti a causa dei bus troppo affollati, è solo uno dei tanti problemi che assillano il trasporto pubblico locale, e in particolare i ragazzi che usano il pullman per andare a scuola. A denunciare questo stato di cose il segretario provinciale della Fit Cisl Massimo Chirli: «La protesta degli studenti che usufruiscono del servizio di trasporto pubblico locale tra Chiesina Uzzanese e Pescia non è purtroppo un caso isolato. Anche in altre tratte provinciali, Lamporecchio-Monsummano-Pistoia, si assiste a scene assurde, dove studenti e pendolari sono costretti a viaggiare in condizioni scomode e pericolose. La preoccupazione maggiore è la sicurezza, visto che in molti casi vengono fatti salire sui mezzi più persone di quello che indica il libretto di circolazione del bus. Questo rischio viene affrontato dagli autisti quotidianamente per evitare di lasciare a terra persone. I conducenti sono chiamati a fare scelte rischiose assumendosene tutte le responsabilità del caso e, alle volte, sono costretti a non fermarsi a far salire altre persone proprio perchè sono oltre il limite consentito dal codice. Il problema è dovuto ai tagli provinciali che hanno ridotto le corse costringendo gli utenti a viaggiare in modo "compresso" dentro gli autobus, facendo venir meno la sicurezza e in compenso pagando più salato un servizio più scadente». «Per limitare momentaneamente il disagio - chiude Chirli - in attesa di una più attenta gestione delle risorse da parte degli enti, non sarebbe sbagliato che le aziende che operano nelle nostra provincia utilizzassero mezzi più capienti su tali tratte, invece di utilizzarli su linee meno affollate».
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