Il Tirreno

Montecatini

Rete per i beni comuni anche in Valdinievole

Rete per i Beni Comuni Valdinievole

3 MINUTI DI LETTURA





 La crisi strutturale che l'Europa si trova a vivere oggi è prima di tutto una crisi politica. Le istituzioni crollano di fronte alle leggi dell'economia finanziaria e impongono le proprie manovre di macelleria sociale, invocando una responsabilità collettiva che non ha ragione di esistere. Non possiamo, né vogliamo essere responsabili di ciò che è stato creato da altri, del debito contratto dai gruppi imprenditoriali con le banche, o di quello delle banche verso imprenditori stranieri. Debiti che in entrambi i casi hanno permesso principalmente di concorrere allo sfruttamento e alla depredazione mondiale di risorse. Le ricette governative si risolvono nello smantellamento mirato dello stato sociale e del patrimonio pubblico, incentivandone la svendita e la privatizzazione a salvaguardia della logica di accumulazione del capitale. Confondendo il debito con il deficit e il deficit con la spesa pubblica, si consegnano beni e servizi ai gestori privati, venendo meno al concetto di promozione dell'uguaglianza sociale, sancito dalla Costituzione, dato che sui cittadini ricadranno i costi dell'alienazione, verrà discriminato chi può permettersi di pagare da chi non può, e sarà snaturata l'idea di servizio come presa in carico collettiva di un bisogno comune.  Referendum. La falce della privatizzazione non ha lasciato immune nemmeno quei servizi pubblici di interesse generale, o di rilevanza economica, come vengono definiti nei testi di legge oggetto delle consultazioni referendarie del 12 e 13 giugno. L'articolo 4 della "manovra di Ferragosto", approvata in via definitiva, dovrebbe realizzare l'adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa dell'Unione europea, ma in realtà mantiene legata la gestione dei servizi all'idea di concorrenzialità (dunque al mercato e al profitto), lasciando l'opzione pubblica solo nel caso che quella privata non sia conveniente. Si dice che da questa normativa rimarrebbero esclusi il Sistema idrico integrato, la distribuzione di energia elettrica e il trasporto ferroviario regionale, senza considerare il fatto che il referendum comprendeva tutti i servizi pubblici locali (quindi anche trasposti urbani e raccolta dei rifiuti che, invece, verrebbero lasciati ancora alla logica concorrenziale). In più, il S.i.i. viene escluso formalmente, ma incluso di fatto, perché si nega da un lato la possibilità alle società pubbliche in house (Spa) di usufruire dei fondi per gli investimenti con la scusante del patto di stabilità, e si incentiva dall'altro la cessione delle quote di partecipazione pubblica nelle aziende miste con l'elargizione di 500 milioni di euro.  Rete per i beni comuni. Di fronte a un'opposizione che subisce l'emergenza indotta dalle logiche di mercato, capace solo di contrattare una ridistribuzione più equa dei tagli sociali, la rappresentanza reale si sposta dal Parlamento alle piazze e si incarna nei movimenti. In questa cornice si è inserito il movimento referendario Acqua Bene Comune che ha convogliato le energie di varie anime della società ed ha costituito un primo banco di prova della disobbedienza civile. E' sulla scia di questa esperienza che nasce ora la Rete per i Beni Comuni Valdinievole, fondata sull'idea che il concetto di bene comune rappresenti l'autentico antidoto contro la crisi; convinta che occorra una riconversione della produzione economica su un nuovo modello di sviluppo, promotore della qualità della vita in una simbiosi virtuosa con l'ambiente, a partire dalla valorizzazione del territorio come risorsa economico - culturale. Ci proponiamo di continuare il cammino avviato con il movimento Acqua Bene Comune, di adoperarci per rendere esecutivi gli esiti del referendum di giugno, di promuovere una politica di partecipazione attiva attraverso iniziative critiche di dibattito e divulgazione. La Rete è aperta a tutte le associazioni o singoli che condividano l'urgenza di invertire la rotta. A breve saranno comunicate le iniziative già in calendario per novembre. Potete contattarci alla pagina Facebook "Rete per i Beni Comuni", o chiedere informazioni al Circolo Arci di Margine Coperta, sede dei nostri incontri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa