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LINTERVENTO
La giunta deve aprirsi ai nuovi contributi
Luciano Tiramani Svegliati Italia
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La preziosa riflessione politica dei giorni scorsi del dott. Vincenzo Ippolito di Alleanza per l'Italia sollecita l'amministrazione guidata da Giuseppe Bellandi a un vero e proprio rinnovamento del suo modus operandi per il bene di Montecatini. Trascorsa l'estate, Miss Italia, le mostre d'arte da dimenticare, la Ztl a macchia di leopardo nel tempo e nello spazio, i progetti sportivi in una città che ha messo a repentaglio anche il proprio palazzetto ed è sprovvista di uno stadio davvero agibile, senza piste ciclabili e strade idonee ad ospitare i prossimi Mondiali, cosa rimane? Cosa hanno portato tutti questi investimenti? Noi pensiamo un bel niente, dal momento che Montecatini non possiede ancora un programma di rilancio a lungo termine, in grado di mostrare risultati positivi per tutte queste operazioni finalizzate al rilancio. Dopo due anni e mezzo di amministrazione, dubitiamo che la giunta Bellandi - grande assente, insieme alle Terme, da programmi futuribili - possa migliorare. Anche sulla ordinaria gestione cittadina l'intera operatività deriva dalle segnalazioni continue fatte da vari cittadini, come se nel palazzo comunale mancasse un programma cadenzato e organico delle cose urgenti e necessarie da fare. Un esempio tra i tanti: la prossima installazione delle pensiline alle fermate dei bus, proprio ora che si fanno sentire pesantemente i tagli delle corse locali. Si opera sull'onda emotiva del momento: oggi la stazione ferroviaria, domani le aiuole in periferia, domani l'altro i dossi nelle strade e questo perché la gente protesta e reclama. La gestione delle Terme riflette il medesimo sistema improvvisato ed approssimativo, come dimostrano i bond, al momento poco apprezzati anche dalle categorie economiche che più dovrebbero crederci. Queste benedette Leopoldine, se non finalizzate e ricomprese in un programma più vasto di rilancio dell'intero comparto termale, quand'anche saranno finite rischieranno il flop o saranno ridotte a far concorrenza a Redi o Excelsior. La città appare senza prospettiva e se permane lo status quo le scelte future saranno improponibili ed inutili. Per il nostro movimento vi sono diversi punti su cui sviluppare la rinascita montecatinese, basati su programma, azione e sviluppo. In soldoni: un piglio imprenditoriale applicato all'amministrazione municipale, slegata da lacci e lacciuoli tipici di una certa mentalità della sinistra avituata a ricorrere sempre alla mammella pubblica. L'avvento del federalismo non farà che accentuare questa spinta imprenditoriale e le amministrazioni dovranno essere più attente e veloci nella programmazione dell'offerta di servizi ed allo sviluppo cittadino. La giunta Bellandi deve dimostrare di essere in grado di amministrare con questo sistema innovativo, perché se così non fosse dovrebbe con coscienza dare forfait per uscire dallo stallo in cui si trova, oppure con senso di responsabilità aprirsi ai nuovi contributi che si stanno affacciando nella politica cittadina, per garantire il futuro che Montecatini da tempo attende e che si merita. Ma non devono essere i medesimi protagonisti accentratori delle realtà locali, economiche e non.
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