Sicurezza
Scoppia la guerra sul consiglio tributario
Giovanna La Porta
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Andrea Quaranta, consigliere comunale della lista PdlLa maggioranza: «Il Pdl era assente». Quaranta: «Siete stati scorretti»
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MONTECATINESI. Pd e Montecatinesi rispediscono al mittente le accuse della minoranza sull'elezione del consiglio tributario andata in scena l'altra sera in consiglio comunale. «La maggioranza - si legge in una nota firmata da Pietro Rosellini e Massimo Morini - resta esterrefatta per le affermazioni del capogruppo del Pdl Alberto Lapenna. Siamo stupiti di come un organo, come il predetto consiglio tributario, da sempre osteggiato dall'opposizione, prenda tutta questa attenzione da parte del Pdl. Semmai il fatto grave è l'abbandono dell'aula dei 5 consiglieri del Pdl. Solo 5 consiglieri: tanti erano i rappresentanti di opposizione presenti in aula per il voto in questione, a fronte di 12 consiglieri di maggioranza (assente il solo sindaco, che si era dovuto assentare per un malore improvviso della consorte). Lapenna si deve dolere semmai del diffuso assenteismo ai consigli comunali di alcuni membri della sua compagine politica e (in questo caso) del gruppo Mencarelli. Regolamento alla mano, se i consiglieri di opposizione fossero stati almeno sette (su otto totali), almeno un candidato dell'opposizione sarebbe certamente passato. Sono i numeri che inchiodano l'incapacità politica della minoranza». Tocca al sindaco Giuseppe Bellandi, adesso, provvedere alle nomine ufficiali. La vicenda ha sollevato un dibattito politico per più ragioni e rischia di avere strascichi notevoli. Contestato in consiglio anche Luciano Baldecchi, che ha proposto come presidente Cella, membro indicato dal Pd: «Ha preso più voti». Nove preferenze contro le otto di Moscariello, gradito ai Montecatinesi. Con l'elezione di Dentico come terzo componente, il Pd ha messo il cappello su due delle tre poltrone contese. «Non si gioca sui numeri e sulle assenze - ha detto il consigliere del Pdl Andrea Quaranta - avevamo confermato, prima del consiglio, i criteri per le nomine. Me ne ero occupato io, parlando anche con Rosellini. Invece la minoranza è stata scavalcata in modo scorretto. Sono certo che il primo cittadino aveva dato indicazioni diverse. Il disaccordo tra Pd e Montecatinesi ha finito per sacrificare l'opposizione. In effetti, abbiamo una parte di responsabilità: se tutti fossimo stati presenti non sarebbe successo. Ma questo non giustifica la loro arroganza». Riccardo Sensi, vice capogruppo del Pdl, ribadisce: «La commissione tributaria, così, non ha senso di esistere. Non mi riferisco alle persone, sulle quali non ho nulla da eccepire, ma ai criteri adottati per le nomine. Secondo me, dovrebbe essere pubblica e composta da un dirigente, da un rappresentante della guardia di finanza e da uno della agenzia delle entrate. E' la prima volta che non vengono rispettate le quote. E' pazzesco. Il giudice non può essere una delle parti. La maggioranza vuole comandare. D'ora in avanti saremo feroci: spulceremo ogni atto e delibera. Siamo sempre stati disponibili al dialogo, non è la risposta che meritiamo».
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