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Montecatini

Il progetto è stato presentato a Ponte Buggianese: sono soprattutto i cittadini stranieri i soggetti più a rischio incidenti

Una guida in sei lingue contro le morti bianche

Francesca Maltagliati
Carabinieri su un cantiere dopo un infortunio mortale
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Carabinieri su un cantiere dopo un infortunio mortale

Campagna di sensibilizzazione della Società della Salute sulla piaga degli infortuni sul lavoro

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 PONTE BUGGIANESE. Lavorare in modo sicuro è un diritto di tutti. Un diritto che però, in un paese come l'Italia in cui la lista annuale di infortuni e di morti bianche assomiglia a un bollettino di guerra, ha bisogno di essere esteso, di trovare una concreta applicazione. Qui, nel nostro territorio, un importante passo avanti in questa direzione viene fatto dalla Società della Salute.  La Sds ha, infatti, dato il via a una campagna di sensibilizzazione e informazione sulle tematiche della sicurezza sul lavoro rivolta agli stranieri. L'iniziativa è stata presentata ieri al distretto Asl di Ponte Buggianese, dove è attivo oramai da svariati anni un tavolo che si occupa proprio di queste tematiche e che vede la compresenza di Asl, enti locali, sindacati e rappresentanti del mondo del lavoro.  «Spesso sono proprio gli stranieri - spiega Pietro Gabbrielli, direttore del Dipartimento Prevenzione dell'azienda sanitaria locale - i soggetti più a rischio a causa della delicatezza della loro condizione. Il cittadino straniero è più fragile sia perché si trova lontano dalla propria casa, sia perché ha una diversa percezione dei rischi che si corrono sui luoghi di lavoro. Il nostro intento è quello di riequilibrare questa condizione cercando di raggiungerlo e informarlo su quelli che sono i suoi diritti e i suoi doveri».  «L'idea - continua Pier Luigi Galligani sindaco di Ponte Buggianese e rappresentante della Conferenza dei sindaci della Valdinievole - è stata quella di realizzare un opuscolo informativo, semplice e essenziale, per fornire una conoscenza di base di quelli che sono i principali rischi, dei diritti e dei doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro, dei recapiti a cui potersi rivolgere per qualsiasi necessità».  L'opuscolo è stato tradotto nelle principali lingue delle comunità maggiormente presenti nel nostro territorio: albanese, romeno, arabo, russo e cinese, oltre naturalmente all'italiano. Sarà divulgato attraverso i Comuni, gli uffici Urp, gli sportelli migranti, i sindacati, gli sportelli Asl, i consultori e i centri per l'impiego.  La speranza è quella di divulgare una cultura della sicurezza, ma anche quella, come spiega il dottor Andrea Innocenti, dell'unità operativa igiene e salute nei luoghi di lavoro, «di creare un rapporto di fiducia fra lo straniero e l'istituzione».  Anche lo straniero irregolare potrà rivolgersi con tranquillità ai recapiti presenti sull'opuscolo: «Attraverso questa iniziativa - conclude il direttore dell'Asl Alessandro Scarafuggi - speriamo di far capire, a chi ancora non è stato regolarizzato e che lavora a nero, che è possibile superare questa condizione. Vogliamo diffondere una cultura della legalità perché quest'ultima è vantaggiosa non solo per il lavoratore, più tutelato, ma per lo stesso datore di lavoro».  Il numero verde per la sicurezza sul lavoro è 800204040.

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