La manifestazione
«Servirebbe più cortesia»
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Lospedale di Pescia Paziente protesta dopo il ricovero a Pescia
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PESCIA. «Quando fui ricoverata l'ultima volta, nel 1995, ebbi già una brutta esperienza, e mi ero ripromessa di non rimetterci più piede. Poi, invece, le circostanze mi hanno riportato all'ospedale di Pescia, ed è stata un'altra brutta esperienza»: la protesta arriva da Paola Paoleschi, montecatinese, ed essa stessa ex infermiera, che nei giorni scorsi è dovuta ricorrere alle cure dell'ospedale. E, anche stavolta, per lei non è stata una bella esperienza. Nel mirino delle sue lamentele sono proprio le infermiere: «Prima di tutto voglio specificare che, dei medici, del personale e degli infermieri uomini posso parlare solo bene, sono stati tutti favolosi. Il problema, nel mio caso, sono state le infermiere. Non so perché, forse perché il fatto di aver fatto l'università le fa sentire all'altezza degli stessi medici, ma nel mio caso hanno avuto un atteggiamento indisponente, in diverse circostanze. Alla notte stavo male dalla febbre, ho chiamato per chiedere di farmela misurare, e mi son sentita rispondere male. A un certo punto poi mi è andata via l'agocannula, e mi son sentita rimproverare e accusare di essermela tolta da sola, come se fosse un piacere togliersi e farsi infilare nuovamente un'agocannula. Alla sera ho chiesto un antibiotico, ma niente». Questi sono solo alcuni dei motivi di lamentela della donna, che, però, ci tiene soprattutto a lanciare un appello alle persone anziane: «Nel mio reparto c'era una signora, che aveva bisogno dell'infermiera, ma aveva timore a chiamarla, per paura di ricevere un rimprovero. No, se avete bisogno di assistenza fate squillare il campanello. È un vostro diritto essere assistiti».
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