Attenzione
In mano solo un pugno di terra
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Lavorini con la donna russa testimone degli eventiSenza esito la missione in Russia di Giorgio Lavorini alla ricerca della tomba del padre: troppi i soldati uccisi
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MASSA COZZILE. Il viaggio in Russia sul Don Per Giorgio Lavorini non è stato solo un viaggio turistico, ma un viaggio di ricordi e ricerca, per ritrovare almeno una traccia del padre (che lui non ha conosciuto) dato per disperso nell'ultimo conflitto mondiale. «Ho visitato luoghi, girato per strade e interpellato tante persone anziane - racconta Lavorini - all'epoca erano bambini, quindi non ricordano». «I soldati, mi hanno detto, erano tanti e per loro tutti uguali - prosegue Lavorini - solo le divise li distinguevano. Difatti i musei contengono molti cimeli sia russi che italiani, polacchi, romeni e ungheresi. Nelle teche c'erano effetti personali, foto, documenti, ma nessuna traccia di mio padre. Ho lasciato molte foto, sul dietro i suoi dati: sergente Armando Lavorini, matricola nº 15602/1118, nato a Massa Cozzile il 24 settembre 1910, faceva parte del 54º Reggimento Fanteria "Sforzesca" 1º Battaglione 4ª Compagnia, disperso sul fronte russo a Simowsky sul fiume Don il 21 agosto 1942». Prima di cominciare le ricerche, che poi lo hanno portato in Russia, Lavorini aveva partecipato a un raduno di reduci che facevano parte della "Sforzesca", lo stess reggimento di suo padre. Un ex militare, a cui venne fatta vedere la fotografia, esclamò: «Ma questo era il nostro sergente che noi chiamavamo "papà". Del nostro plotone era il più anziano essendo della classe 1910, mentre i militari erano tutti del '19, '20,' 21». Lui si ricordò gli ultimi istanti in cui vide il padre di Lavorini allontanarsi e sparire in un campo di girasoli. Poi più nulla. «Ho solo riportato un pugno di terra - prosegue Lavorini - l'ho messa in una teca con su scritto: «Per Armando mio figlio. Questa è la terra che simbolicamente contiene le ceneri di Armando Lavorini, nato a Massa Cozzile il 24 maggio del 1910, disperso sul fronte russo a Simowsky sul fiume Don il 21 agosto 1942. A perpetuo ricordo di colui che ci ha dato la vita».
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