Il Tirreno

Montecatini

Dall’azienda disponibilità a concedere la cassa in deroga, ora la palla passa alla Regione

Fumata grigia per i lavoratori Incom

David Meccoli

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 PIEVE A NIEVOLE. Trentotto lavoratori nelle mani della Regione. Ieri Incom e sindacati (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilta Uil) sono tornati a incontrarsi per trovare una soluzione alla vicenda che vede coinvolti i dipendenti della storica azienda tessile.  Dopo una pesante delocalizzazione di alcuni rami d'azienda (soprattutto la produzione), alla Incom sono ancora impiegati 99 lavoratori, che dal primo novembre (fino a fine ottobre è in vigore la cassa integrazione straordinaria) potrebbero però ridursi a 61, visto che è stata già annunciata la messa in mobilità di 38 di loro.  I sindacati avevano chiesto all'azienda di ritirare la mobilità e di avvalersi della cassa integrazione in deroga (annuale), al termine della quale le parti potrebbero con maggiore tranquillità tornare a incontrarsi per valutare assieme l'entità della crisi che ha da tempo investito il settore. Ieri è arrivata la risposta dell'azienda.  «La Incom - dice Marcello Familiari della Femca - si è dimostrata disposta a venire incontro alle nostre richieste, ritirando la mobilità e concedendo la cassa in deroga. Ma l'azienda vuole precise garanzie da parte della Regione che, a oggi, ha risorse per finanziare la cassa solo fino a fine anno».  Se quindi si deve registrare una buona notizia (la disponibilità della Incom, che peraltro sembrerebbe non voler più subordinare, come emerso in una prima fase, la concessione della cassa alla successiva mobilità), dall'altra parte resta lo scoglio finanziario che solo la Regione può superare.  «Abbiamo già chiesto un incontro a Firenze - dice Familiari - e confidiamo di ricevere risposte in tempi brevi. Altrimenti l'azienda procederà con i licenziamenti».

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