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Aste a vuoto, bilancio comunale a rischio

L'opposizione teme nuovi tagli e parla di navigazione a vista

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 PESCIA. Nel consiglio comunale di questo pomeriggio saranno i conti comunali il fulcro del dibattito. Dopo le aste andate deserte degli immobili comunali ora si tratta di far quadrare i conti, e in tempi strettissimi. Impresa non facile, che apre la strada a forti preoccupazioni.  Con una nota congiunta Pd, Federazione della Sinistra, Sel e lista Sinistra per Pescia lanciano l'allarme su possibili tagli di servizi e aumento della fiscalità locale: «Probabilmente "distratta" più dai giochi di equilibrio che dalla sostanza dei problemi da risolvere, l'unica attività dell'attuale amministrazione è stata quella di vendere, anzi, di svendere i beni di famiglia. Con forte apprensione constatiamo come, per l'ennesima volta, siano andate deserte le aste indette dal Comune per l'alienazione dei magazzini comunali e della colonica con terreni, nonostante il costo complessivo fosse stato volutamente ridotto per agevolarne la vendita. La cosa più preoccupante sta nel fatto che l'amministrazione Marchi abbia deciso di puntare tutto sulla sola vendita di immobili per ripianare il buco da un 1.659.000 euro, disattendendo le indicazioni dei sindaci revisori, che sconsigliavano vivamente di perseguire quest'unica strada».  E adesso? «Considerando che l'ultima data disponibile - prosegue la nota - per la verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio è fissata per il 30 settembre, ci chiediamo, come forze di centrosinistra, in che modo l'amministrazione Marchi riuscirà a saldare la prima rata per rientrare dal deficit? Temiamo che ancora una volta l'unica soluzione sarà rappresentata dal taglio della spesa pubblica e quindi dei servizi, già fortemente compromessi dalla manovra nazionale che farà mancare al nostro Comune 700mila euro rispetto al 2011. Operazione, quest'ultima accolta nel più completo silenzio dal sindaco Marchi, al contrario di molti suoi colleghi (anche di centrodestra) che non hanno perso tempo a denunciare lo scellerato taglio agli enti locali».  Una situazione economica critica accompagnata, si evidenzia invece in una nota di Pescia Democratica, da una situazione politica decisamente poco tranquilla:: «C'è un interessante parallelismo politico fra la situazione nazionale e quella di Pescia. La maggioranza di fatto non esiste più, ma continua ad andare avanti arrancando in attesa degli eventi. Fli è passata in parte all'opposizione, e in parte ha assunto una posizione di "appoggio critico" sulle proposte della giunta, ed è realistico pensare che non avallerà supinamente tutte le proposte che verranno formulate. L'Udc si è manifestata spesso critica verso la gestione Marchi/Brandani e si è spesso defilata nelle decisioni più impattanti. Nel Pdl i mal di pancia sono sempre più frequenti. La Lega, che a Pescia è nata, guarda caso, da una costola del Pdl, manifesta sempre più apertamente la propria contrarietà su argomenti estremamente importanti per la città. Sarà interessante vedere se il presidente del consiglio comunale, quale esponente di spicco della Lega, si limiterà a ispirare prese di posizione sulla stampa oppure porterà gli stessi temi in consiglio».  «Un appuntamento che potrebbe far deflagrare l'inconsistenza della maggioranza potrebbe essere quello del consiglio comunale - continua Pescia Democratica - che si accinge a discutere la verifica degli equilibri di bilancio e l'approvazione di debiti fuori bilancio per un importo consistente. Sarebbe un'auspicabile atto di responsabilità della maggioranza valutare obiettivamente se il Comune è in condizione di "garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili, ovvero se nei confronti dell'ente esistano crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte" e pertanto trarre le conseguenze previste e dichiarare il dissesto».

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