Gioco
Buoni segnali dai mercati asiatici per le aziende calzaturiere
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Gli stand del Micam 2 MINUTI DI LETTURA
MONSUMMANO. Si è chiusa con segnali sostanzialmente positivi la fiera della scarpa Micam ShoEvent. Crescono gli operatori e i compratori cinesi, mentre difficoltà si registrano soprattutto da parte del mercato italiano. Tiene con fatica, invece, il tessuto mitteleuropeo. In generale, le proposte tricolore della primavera-estate 2012 hanno riscosso successo e il numero di visitatori è stato alto. A confermarlo sono le (ormai poche) aziende monsummanesi che continuano a partecipare con un proprio stand, e che hanno notato una crescita di interesse e visite da parte di buyer di provenienza asiatica. Non solo cinesi, ma anche molti nipponici hanno consolidato il proprio interesse per il prodotto Made in Italy. «Ma la vera novità - raccontano alcuni imprenditori - è rappresentata dalla ricerca, da parte dei cinesi, di un prodotto qualitativamente alto. Cercano scarpe realizzate al 100% da aziende italiane». Così, chi ha stretto i denti finora, dicendo no alla delocalizzazione anche parziale, potrebbe aver vinto una scommessa rischiosa e difficile. «Tanto - commentano - alla lunga la qualità deve tornare alla ribalta». Tra gli espositori del territorio, le aziende Parlanti, Bobo Shoes, La Ross, Indios, Navayos, Corso Roma 9, Tosi Vannino. Una curiosità dovuta alla recessione: risultano più ridotti i gruppi di compratori. Prima, negli stand, si presentavano anche in quattro o cinque. Adesso, al massimo, sono in tre. Segno della necessità di contenere i costi.
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