Il Tirreno

Montecatini

Uno della gang individuato a Massa Cozzile per aver lasciato il lavoro senza riscuotere lo stipendio

Rapina finita in stupro: tre arresti

Lucia Aterini
In senso orario: Avni Shaba, Artur Kulla, Bledar Idrizi A destra il parcheggio Ipercoop
◗
In senso orario: Avni Shaba, Artur Kulla, Bledar Idrizi A destra il parcheggio Ipercoop

La notte di violenza della banda dopo una serata trascorsa al bar

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSA COZZILE. Una banda che, dopo una serata trascorsa al bar, si sarebbe resa protagonista di una notte di violenza con rapina a una coppia di fidanzati e stupro finale della ragazza. I tre componenti sono stati identificati dai carabinieri e sottoposti a fermo di polizia giudiziaria con l'accusa di sequestro di persona, rapina e violenza sessuale aggravata in concorso.  I tre sono di origine albanese e in Italia da tempo senza fissa dimora: Avni Shaba, 32 anni, Artur Kulla, 30 anni, e Bledar Idrizi, 26 anni.  Un'aggressione quella di cui sono accusati che, secondo gli investigatori, sarebbe nata come una rapina a una coppia trovata per caso in un luogo appartato. E sfociata, in un secondo momento, nello stupro della ragazza da parte di Avni Shaba.  Ma sulla notte di violenza, per come si è svolta e per i tempi (lunghissimi) che ha avuto, rimangono ancora alcuni aspetti abbastanza anomali.  Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri di Empoli, i tre avrebbero aggredito la coppia di fidanzati nel piazzale di fronte al cimitero di Stabbia la notte tra il 24 e il 25 luglio scorso.  I due fidanzati, 25 anni lui e 32 anni lei, furono fatti scendere dalla loro auto, una Golf Volkswagen, da Kulla e Idrizi. Sotto la minaccia di una pistola sarebbero stati rapinati di soldi e dei loro cellulari. Poi sarebbe arrivato anche il terzo, Shaba, l'unico ad avere il volto completamente coperto con un passamontagna.  A quel punto i malviventi, che avevano trascorso la serata in un bar di Stabbia, avrebbero caricato i due fidanzati nella loro stessa auto e avrebbero iniziato a girare in auto per la campagna tra Cerreto e Monsummano. Si sarebbero spostati, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri di Empoli, per finire di compiere la rapina perché il gruppetto non avrebbe ritenuto troppo sicuro il piazzale del cimitero di Stabbia.  Il loro vagabondare in auto è durato a lungo: dalle 1,30 fino alle quattro circa con una fermata anche a un distributore di benzina in provincia di Lucca, ad Altopascio (come è stato appurato anche dalle telecamere dell'area di servizio).  Poi la banda si è fermata a Poggio Tempesti, sempre nel comune di Cerreto Guidi. E qui il fidanzato è stato rinchiuso nel bagaglio della sua auto. Mentre Idrizi e Kulla avrebbero continuato a rovistare nell'auto della coppia, a poca distanza Avni Shaba avrebbe violentato la ragazza.  I tre, una volta presi anche gli orecchini della donna e 180 euro in contanti, sono fuggiti poi a bordo della vettura della coppia. I due fidanzati, a questo punto, chiesero aiuto suonando a una casa poco lontano da dove erano stati scaricati dalla banda. Era ormai l'alba.  La Golf Volkswagen venne ritrovata il giorno dopo nel parcheggio della Coop a Massa Cozzile.  E sarebbe stato Bledar Idrizi a portarla lì la mattina dopo andando a lavorare in un'azienda alimentare situata poco lontano dal ritrovamento del mezzo.  L'uomo, incensurato, sarebbe stato l'unico dei malviventi ad aver agito a volto scoperto; due giorni dopo l'aggressione lasciò il lavoro senza alcuna spiegazione e tornò in Albania senza riscuotere lo stipendio, destando in questo modo i primi sospetti da parte degli inquirenti. Tornato in Italia per incassare il denaro, il 21 settembre scorso è stato fermato dai militari nei pressi dell'azienda di Massa per cui aveva lavorato.  Per la stessa aggressione, il 23 settembre sono stati catturati gli altri due uomini: Avni Shaba già sottoposto ad obbligo di firma nel comune di Santa Croce Sull'Arno per il reato di spaccio e Artur Kulla già destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per spaccio. Secondo quanto spiegato dai carabinieri, l'attività investigativa si è basata su dettagli forniti dalle vittime, sull'analisi dei luoghi dove fu consumato il reato sulle tracce di Dna e sui cellulari rubati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web