Il Tirreno

Montecatini

Il nome per guidare il distretto

Eugenio Fagnoni
Marco Carmazzi e il Comicent di Pescia
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Marco Carmazzi e il Comicent di Pescia

Le associazioni agricole indicano Marco Carmazzi alla presidenza

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 PESCIA. Il nome per un papabile presidente del distretto floricolo interprovinciale c'è. È quello di Marco Carmazzi, imprenditore di Torre del Lago. Le organizzazioni agricole (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) di Lucca e di Pistoia hanno risposto in tempi rapidi alla sollecitazione arrivata - in tal senso - dalla provincia di Lucca e dal Comune di Pescia. L'assessore provinciale Diego Santi e il sindaco pesciatino Roberta Marchi avevano infatti dato una sorta di aut aut, invitando le organizzazioni di categoria a indicare, entro il 30 settembre, un nome condiviso da tutti per la presidenza.  L'accordo è stato trovato sull'imprenditore versiliese, che conduce un'azienda florovivaistica che produce 2 milioni e mezzo di ecopiante di 20 specie diverse. Carmazzi è stato l'ideatore (e ne è tuttora presidente) del Consorzio Toscana Promuove, che da tempo è presente e con successo sia al Flormart di Padova che nelle diverse mostre internazionali di settore. Nei giorni scorsi ha organizzato un incontro con operatori e giornalisti specializzati (dal suggestivo titolo "I giardini d'Europa") con visite guidate nelle aziende florovivaistiche, nel territorio della Valdinievole, della Piana Lucchese e della Versilia.  «Quella di Marco Carmazzi - spiega il presidente della Cia di Pistoia Sandro Orlandini - è una candidatura condivisa, e abbiamo, come associazioni delle due province, provveduto ad informare le Province di Lucca e di Pistoia e i Comuni di Pescia e di Viareggio, che ci avevano sollecitato in tal senso. Ci auguriamo ora che questa scelta condivisa possa stabilire un clima di collaborazione, a vantaggio di un settore che accusa più di altri le conseguenze della crisi, e delle mancate risposte da parte del governo sulle agevolazioni per il gasolio agricolo che serve a scaldare le serre».  Entra nello specifico delle cose da fare il direttore della Confagricoltura di Pistoia, Genunzio Giannoni: «Bisogna fare ripartire con urgenza l'operatività del distretto, lavorando prima di tutto sulle competenze e sulle regole statutarie. Come organizzazioni agricole abbiamo anche trovato un'intesa sulle azioni da fare, puntando alla competitività, con particolare riferimento alla riduzione dei costi aziendali (soprattutto tramite l'ammodernamento delle aziende) che devonp avere strumenti di lavoro a costi sostenibili. Consideriamo strategico in questo senso anche l'aggiornamento professionale, tramite la ricerca applicata all'innovazione di processo e di prodotto. Un elemento significativo per noi è la commercializzazione, per cui ci sembra logica e razionale un'unica strategia per i mercati di Pescia e di Viareggio, affinché siano in luogo dove si determina il prezzo del prodotto. L'impresa in ultima analisi deve vendere il prodotto e deve sapere come proporlo all'acquirente. Il distretto deve essere luogo di sintesi dei programmi, urgenti e necessari, per superare le difficoltà del settore, senza confusione di ruoli, ma con un confronto e una successiva sintesi operativa fra enti locali, imprese e operatori del settore. La Regione ha dato il via ai distretti rurali, se ci crede deve sostenere il lavoro dei distretti di settore. Per esempio istituendo - come fatto per il distretto vivaistico - un tavolo permanente di confronto per la floricoltura».

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