Sicurezza
Sensi chiede chiarezza sulle dimissioni dell'assessore Pucci
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MONTECATINI. Chiarezza sulla eventuale presenza di altri amministratori o consiglieri nella società Pucci via Veneto Spa, di cui fa parte l'assessore allo Sport, Stefano Pucci, che ha vinto al Consiglio di Stato una causa milionaria contro il Comune per espropri di terreni diventati parcheggi non indennizzati. A chiederla è il consigliere del Pdl, avvocato Riccardo Sensi (nella foto), appellandosi alla «trasparenza fin qui inappuntabile del sindaco Bellandi» esortato a «comunicare al consiglio comunale se esistono situazioni di incompatibilità di assessori o consiglieri che fanno parte della società che ha vinto il ricorso contro il Comune o di altre che hanno cause pendenti contro di esso. Non si può infatti pretendere da Roma atteggiamenti e costumi che non si adottano nel territorio». Rilievo pubblico. Sensi, a proposito delle annunciate dimissioni di Pucci, afferma: «Le dimissioni di un assessore, visto che ricopre una carica pubblica, hanno un rilievo pubblico. Se esse sono motivate da ragioni personali la cosa deve emergere in modo chiaro e, se è così, anche gli attori della politica devono rispetto al gesto». Diritto alla verità. Per l'esponente dell'opposizione «il problema è che nella vicenda dello stimato assessore Pucci non si capisce se si tratta di motivazioni personali oppure di delicate questioni legate all'incompatibilità della carica pubblica con quella di rappresentante di una società in causa con il Comune e che adesso, avendo vinto il giudizio, ha diritto di ottenere dal Comune una somma di circa un milione di euro. Credo che i cittadini abbiano diritto a conoscere la verità. Quando, infatti, ho letto che l'incontro chiarificatore fra sindaco e assessore Pucci sarebbe avvenuto alla presenza di avvocati, ho iniziato a nutrire molti dubbi sulla circostanza che le motivazioni siano soltanto legate agli altri impegni professionali del nostro assessore. Inoltre, la circostanza che l'annuncio delle sue dimissioni sia avvenuto il giorno dopo dall'articolo sulla stampa (Il Tirreno, ndr) che, informando della vittoria della causa, evidenziava l'oggettivo imbarazzo in cui si sarebbe trovata l'amministrazione, non fa che rafforzare l'esigenza che il sindaco e l'assessore parlino chiaro ai cittadini». Incompatibilità. Il consigliere fa l'esempio di un ipotetico conflitto d'interessi e la relativa incompatibilità nel caso in cui viene impedito ad un consigliere comunale che prende una multa per divieto di sosta ritenuta ingiusta, di proporre ricorso di fronte al giudice di pace, «poiché non è ammesso che un consigliere presenti un ricorso avverso l'ente che rappresenta, anche solo per una multa: se lo vuol fare deve dimettersi! Nel caso di cui ci occupa siamo invece innanzi a una causa milionaria». Trasparenza. Sensi chiede al sindaco e all'assessore Pucci di fare pubblica chiarezza sulla questione, «anche per quanto attiene ai risvolti giuridici degli atti compiuti dalla giunta in questi quasi 2 anni e mezzo, atteso che, nella denegata ipotesi in cui emergesse che sussiste un'ipotesi di incompatibilità, questa non potrebbe che essere fin dall'inizio del mandato, con qualche problematica per gli atti compiuti nel frattempo».
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