La manifestazione
Richiami sequestrati
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Cacciatori in azioneDurissima protesta di Maltagliati del Cpe «Quegli uccelli sono stati pagati alle province»
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MONTECATINI. Tempi duri, durissimi per i cacciatori, che adesso rischiano di vedersi sequestrare nelle proprie case gli uccelli da richiamo che avevano ricevuto dalla Provincia. A denunciare questa situazione («Che arriva dopo tutte le assurdità per permette la caccia agli storni»), è il presidente dell'associazione Caccia, pesca ed ecologia Carlo Maltagliati. Dopo aver ricordato il farraginoso iter («disposizioni demenziali» le definisce) per consentire ai cacciatori di poter sparare agli esemplari di storno, una specie assai nociva per l'agricoltura, Maltagliati fa il punto sull'ultima novità: «È notizia di oggi (ieri per chi legge ndr) che nella provincia di Firenze, ma si prevede anche in quella di Pistoia e Pisa, il giudice Soresina di Firenze ha predisposto il sequestro di tutti gli uccelli, tordi, merli sasselli o cesene che, negli anni 2009-2010, le province menzionate avevano ceduto, dopo il pagamento, ai cacciatori che ne avevano fatto richiesta. Già da stamani (ieri) ci sono 90 squadre di guardie forestali che, in ottemperanza del giudice, stanno provvedendo ai vari sequestri nelle abitazioni dei cacciatori, avendo ricevuto i vari indirizzi dalla Provincia in ottemperanza del mandato. È facile immaginare lo stato d'animo di questi poveri cacciatori, per lo più anziani, che si vedono portare via gli uccelli a inizio della stagione. Se il giudice doveva dar corso a questo provvedimento poteva far eseguire il sequestro, rendendo responsabili gli stessi cacciatori della conservazione degli uccelli, in quanto non sono frutto di bracconaggio, ma sono stati ceduti, su pagamento, dalle province stesse. Il numero degli interessati si aggira in alcune migliaia, basti pensare che nella sola provincia di Pistoia nel 2009, sono stati ceduti 907 volatili ed è presumibile che ci potranno essere, solo per quell'anno circa 500-600, interventi delle guardie forestali per fare i sequestri». Decisamente diverso il tono del Wwf, che parla di esemplari detenuti senza autorizzazione e utilizzati come richiami vivi: «Si tratta di uccelli catturati in libertà nei due anni passati, a seguito di leggi regionali successivamente dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale».
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