Il Tirreno

Montecatini

Liquami di un immobile versati a ridosso di un condominio

Sindaco denunciato per gli scarichi fognari

Luigi Spinosi
I tubi che portano i liquami fino al condominio
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I tubi che portano i liquami fino al condominio

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 PESCIA. Un esposto querela, contro il sindaco Roberta Marchi, è stato presentato da Tiziana Orsi, amministratrice del condominio Colombo di in via Ponte all'Abate. Un esposto che era stato preannunciato nei mesi scorsi se non fosse stata data soluzione al problema vissuto dagli inquilini dei 22 appartamenti dello stesso condominio. I mesi son passati, ma niente è cambiato.  Non solo, ma nemmeno gli atti richiesti in Comune sono mai arrivati arrivati all'amministratrice. Ma andiamo con ordine.  Il condominio in questione si trova letteralmente accerchiato in una morsa: alle sue spalle c'è un fossato di raccolta dell'acqua piovana che cade a monte, davanti una vera e propria fogna.  Il fossato sul retro, che sorge su una proprietà diversa, in caso di pioggia fa fatica a smaltire l'acqua che riceve, a causa del ridottissimo canale di scolo. E, in questi casi, l'unica via di fuga alternativa per l'acqua è rappresentata proprio dai garage e dagli scantinati del condominio Colombo. Una bella seccatura, non c'è che dire, ma niente rispetto all'altro problema. Alle spalle (e nemmeno troppo vicino) del condominio c'è un altro edificio. Un palazzo quasi completato quando la ditta costruttrice fallì. Apparentemente l'immobile era già pronto, e le famiglie che avevano pagato in anticipo la ditta hanno deciso di andarci ad abitare. Però a quell'immobile mancavano gli scarichi fognari, che finivano insieme alle acque meteoriche provocando infiltrazioni di liquami di ogni genere a danno di chi viveva immediatamente sotto quel palazzo. Da qui un'ordinanza comunale per smaltire gli scarichi. E per ovviare ecco spuntare due lunghi tubi, che spostavano il problema di qualche centinaio di metri: proprio al fossato alle spalle del condominio Colombo e, da qui, al torrentello che scorre davanti lo stesso edificio. Insomma: rischio allagamenti durante la brutta stagione, odori insopportabili tutto l'anno. Di fronte a questa situazione l'amministrazione del condominio si rivolse in Comune, per chiedere un intervento di risanamento. E qui spunta la misteriosa ordinanza numero 56: un'ordinanza che imporrebbe al condominio a monte l'allacciamento alla rete fognaria. Il condizionale è d'obbligo, dal momento che quell'ordinanza nessuno l'ha letta. Questo perché nonostante tutte le sollecitazioni, e la scadenza di 30 giorni per ottenere la documentazione, dal 6 giugno scorso (data della presentazione della richiesta all'ufficio servizi tecnici del Comune) l'amministratrice del condominio non ha avuto alcuna risposta.  Tanti i nodi da sciogliere. Intanto c'è da capire il soggetto cui quell'ordinanza sarebbe stata inviata (perché se è stata mandata alla ditta costruttrice si tratterebbe di un'imposizione inutile, dal momento che la stessa è fallita), e poi il come sia possibile, nonostante manchi un crisma indispensabile come le fogne, concedere l'abitabilità agli appartamenti a monte. Da qui la decisione di Tiziana Orsi di presentarsi, il 14 settembre scorso, dai carabinieri e di presentare un esposto querela, con l'ipotesi di reatro di inquinamento ambientale, nei confronti del sindaco di Pescia e di tutte le persone che dovessero essere individuate come autrici dei fatti contenuti nella stessa segnalazione.  Ora la speranza, anche alla luce dell'incontro (definito molto costruttivo dall'amministratrice) con il dirigente Simone Pedonese e con l'assessore Oria Mechelli, è che finalmente venga trovata una soluzione al problema, per ridare un po' di serenità a tante famiglie.

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