La manifestazione
SENSI (PDL)
«Bene, ma ora le periferie»
Giovanna La Porta
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MONTECATINI. «Miss Italia? Un'esperienza positiva per la città, ma adesso pensiamo alle periferie». Chi parla è Riccardo Sensi, vice capogruppo del Pdl, che il giorno dopo la chiusura dell'evento organizzato da Patrizia Mirigliani e trasmesso in diretta in due serate su RaiUno, riflette: «Devo ammettere che, per Montecatini, è stata un'ottima iniziativa. È andata bene e la minoranza si congratula con chi ha creduto nell'iniziativa. Complimenti soprattutto al sindaco Giuseppe Bellandi, soprattutto per la sua caparbietà nel portare avanti il progetto. Il nome di Montecatini ha trovato ampio spazio promozionale: la città si è guadagnata una vetrina di eccezione. Sarebbe sciocco, da parte dell'opposizione, non riconoscere i meriti che l'amministrazione ha avuto nell'aggiudicarsi la rassegna. Un unico appunto - chiosa Sensi che ha assistito da casa alle due serate perché, come tutti i colleghi dell'opposizione, ha preferito regalare ai montecatinesi gli inviti per assistere dal vivo alle due puntate del concorso di bellezza - riguarda l'ultimo spot, interpretato dal comico Migone, di pubblicità alle terme. Bene aver annunciato le future piscine, peccato aver tralasciato il dettaglio che la firma è di Massimiliano Fuksas. A mio avviso è un valore aggiunto sul quale occorreva puntare. In ogni caso, a parte i commenti positivi, vorrei esortare da adesso in avanti a concentrare ogni sforzo, soprattutto economico, all'aspetto strutturale. Il rilancio non può avvenire se non si investe, e presto, per garantire un prodotto appetibile. Insomma, dobbiamo fare in modo che d'ora in avanti i grandi eventi arrivino per portare soldi e che non sia invece necessario pagare per ospitare manifestazioni come Miss Italia. Ecco lo scatto che occorre fare per costruire la nuova Montecatini». L'ex vice sindaco conclude per ribadire un concetto più volte espresso nei mesi scorsi non solo da lui ma anche dal suo partito: «Apprezzo l'impegno profuso dalla giunta nel dare un nuovo volto al centro cittadino ma, a partire da oggi, non possiamo limitarci a pensare al salotto buono. Serve qualcosa in più: dobbiamo pensare ai quartieri periferici, che non possono essere abbandonati a se se stessi».
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