La manifestazione
L'assessore si dimette
Alessandro Gasperini
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Il Grand Hotel & La Pace di proprietà della famiglia Pucci; a sinistra l’assessore in conferenza stampa e il parcheggio SimonciniMercoledì l'assessore allo Sport rimetterà il suo mandato nelle mani del sindaco. A comunicarlo è lo stesso Stefano Pucci, in una conferenza stampa convocata a tambur battente in seguito alla notizia, pubblicata sul Tirreno
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MONTECATINI. Mercoledì l'assessore allo Sport rimetterà il suo mandato nelle mani del sindaco. A comunicarlo è lo stesso Stefano Pucci, in una conferenza stampa convocata a tambur battente in seguito alla notizia, pubblicata sul Tirreno, della decisione del Consiglio di Stato favorevole alla Pucci via Veneto Spa in un contenzioso trentennale con il Comune. E riferito ad alcuni espropri di terreni della vecchia società proprietaria del Grand Hotel & La Pace che furono destinati alla costruzione di parcheggi. Ma il motivo delle dimissioni, ci tiene subito a chiarire, non è certo questo. L'articolo è stato solo l'elemento anticipatore dell'annuncio. La vera causa è negli impegni di lavoro dell'albergatore e organizzatore di eventi sportivi Stefano Pucci, che lo vedono (e lo vedranno in futuro) sempre più lontano dall'Italia, per cui avrebbe avuto sempre meno tempo da dedicare alla sua funzione pubblica. Tant'è che la lettera di dimissioni sarà formalizzata mercoledì proprio perché l'assessore è in partenza e tornerà in città il 21 settembre. «Se non fosse uscita questa notizia - spiega - avrei aspettato la prossima settimana a dare l'annuncio». Il motivo? Sostanzialmente quello di non "turbare" il clima di questi giorni cruciali per l'amministrazione, impegnata con tutte le sue forze per le serate finali di Miss Italia. E, in effetti, l'addio di un "pezzo da novanta" della giunta non può non sollevare interesse. «E' una decisione, la mia - dice Pucci - maturata da tempo, e che avevo già anticipato al sindaco e ai colleghi di giunta. In questi due anni il bilancio della mia esperienza è positivo. Io sono stato chiamato come tecnico perché credo si aspettassero un contributo derivante dalle mie competenze specifiche. Spero di aver soddisfatto queste attese». Ringraziamenti. E Pucci traccia un consuntivo della sua attività di amministratore. «Ho cercato di agire - spiega - per far comprendere l'importanza per la nostra città del turismo sportivo e la necessità di investire negli impianti. Sono soddisfatto dei rapporti intrapresi con i vari dirigenti delle società locali, che all'inizio in alcuni casi erano stati conflittuali. Per questa mia esperienza ringrazio in primis il sindaco Bellandi che mi ha voluto; i colleghi di giunta con i quali sono andato molto d'accordo; i consiglieri di maggioranza che mi hanno sempre fatto sentire la loro vicinanza, e anche quelli di minoranza che nei miei confronti hanno avuto sempre un rapporto corretto. Ma soprattuto i dipendenti comunali, a partire dal segretario e poi tutti gli altri collaboratori. Senza dimenticare la dottoressa Piattelli, alla quale dedico un ricordo affettuoso. Un ringraziamwnto va anche ad Alfio Dal Porto, che come volontario mi ha dato una grossa mano a risolvere diverse situazioni, con vero spirito di servizio. In questi due anni c'è stato, è vero, anche qualche attacco, ma sempre nei confronti della mia famiglia e non per la mia attività di assessore». Bilancio. «Tra gli obiettivi raggiunti, sono particolarmente soddisfatto per l'assegnazione dei Mondiali di ciclismo, il cui merito va senza dubbio attribuito al sindaco Bellandi. Semmai sono dispiaciuto che ancora l'organizzazione non si sia messa in moto. Poi vorrei ricordare i tanti eventi realizzati: le Final four di volley, il campionato Primavera di calcio, il campionato italiano di karate e le esibizioni di scherma. E a proposito della promozione sportiva, devo dire che in passato ero stato sempre molto critico con la Bts, e dopo questa esperienza rimango critico, in quanto secondo me la Borsa è ancora un'opera incompiuta». Altre piccole "medaglie" che Pucci si appunta sul petto riguardano il lavoro verso le strutture: «Abbiamo fatto ordine rispetto all'utilizzo degli impianti sportivi, chiuso il contenzioso col Bocciodromo, affidato la gestione della piscina e quella dello stadio». Cosa manca. «Certo, c'è ancora molto lavoro da fare nei prossimi due anni e mezzo, e mi dispiace di non poterlo portare avanti. Prima cosa, c'è da migliorare la condizione degli impianti, vedi lo stadio Mariotti. Poi il Palavinci, che ho capito quanto sia importante per la comunità perché è il vero palazzetto dei montecatinesi». Il contenzioso. Finalmente Pucci arriva a chiarire anche la posizione della sua famiglia rispetto al contenzioso con il Comune. Riepiloghiamo la vicenda, pubblicata ieri sul giornale. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dei privati, ritenendo fondata la richiesta di risarcimento avanzata per l'occupazione abusiva e senza titolo di alcuni terreni da parte dell'ente. All'origine dell'estenuante querelle tra Spatz Suardi (all'epoca proprietaria del Grand Hotel & La Pace), poi Pucci via Veneto Spa (attuale proprietaria), e il Comune, ci sono le procedure di esproprio dell'ente. La prima per realizzare parcheggi tra via Alighieri e via Simoncini; la seconda per parcheggi in viale Adua. La proprietà non ha mai ricevuto alcuna indennità. Il ruolo dei Bozzoni. «Il primo esproprio è relativo al 1982, quando la famiglia Pucci aveva il 25% della gestione e zero azioni di proprietà del La Pace. Il secondo nel 1991, con la famiglia Pucci al 25% della gestione e all'1,3% della proprietà. Nel 2004 l'amministrazione Severi propose una transazione alla Spatz Suardi, ma la famiglia Bozzoni (azionista di maggioranza) decise di non accettare. Io feci mettere a verbale dell'assemblea dei soci che invece la mia famiglia (all'epoca avevamo il 100% della gestione ma il 12% della proprietà) era favorevole a trovare un accordo». Si arriva all'11 luglio 2006, quando i Pucci acquistano l'intera proprietà del Grand Hotel. «Una delle clausole che la parte venditrice pretese di inserire nel contratto - rivela - fu che venisse mantenuto il diritto a favore di Alberto Bozzoni a gestire la controversia con il Comune in ordine all'indennizzo relativo agli espropri». Conclusioni di Pucci. «Non c'è alcun impedimento tra il ruolo di assessore e quello di amministratore della società. Tanto più che ho delegato a mio padre Ricciardo a seguire la vicenda prima di ricevere l'incarico pubblico. C'è poi da ricordare che il contenzioso ha seguito un suo iter molti anni prima della mia nomina».
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