Italia
Lente condannato a versare circa un milione di euro alla società di famiglia del responsabile dello Sport
Assessore risarcito dal Comune
Pietro Barghigiani
Espropri non pagati: il Consiglio di Stato dà ragione ai Pucci
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MONTECATINI. Assessore fa causa al Comune e ottiene un maxi-risarcimento. È una stangata che vale circa un milione di euro quella del Consiglio di Stato contro il municipio per non aver mai pagato l'esproprio dei terreni di proprietà dell'allora società Spatz Suardi, cui faceva capo il Grand Hotel & La Pace, ora diventata Pucci via Veneto Spa. La carica. Della società è stato amministratore delegato l'assessore allo Sport Stefano Pucci, dimessosi da un paio di anni, ma ancora con cariche all'interno dell'azienda. Occupazione abusiva. I giudici amministrativi di secondo grado hanno accolto il ricorso dei privati, la famiglia Pucci, assistiti dall'avvocato Giovanni Giovannelli, ritenendo fondata la richiesta di risarcimento avanzata per l'occupazione abusiva e senza titolo dei terreni da parte dell'ente. Scrivono i giudici: «Deve ritenersi che il Comune abbia unicamente la possibilità di ottenere il consenso della controparte per la stipula di un contratto di vendita, anche in funzione transattiva, oppure agire con un nuovo procedimento espropriativo». L'imbarazzo. Ma al di là della sentenza sfavorevole, l'amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Bellandi nella vicenda ha anche un motivo di imbarazzo. L'assessore allo Sport, Stefano Pucci fa parte della famiglia che ha portato avanti la causa dopo averla eredita dalla precedente proprietà. Da privato ha fatto valere i suoi legittimi interessi nei confronti dell'istituzione che rappresenta e ora si trova nella condizione di risarcire se stesso applicando la sentenza del Consiglio di Stato. Terreni e parcheggi. Dei terreni in questione, destinati a parcheggi, si parla a livello di delibere che risalgono al 1981. Dopo 30 anni di sentenze, appelli, ricorsi e rimbalzi di atti e carte bollate nei Tribunali toscani e romani, è stato scritto il capitolo finale di una storia che ha visto invecchiare parti e legali. All'origine dell'estenuante querelle tra Spatz Suardi-Pucci via Veneto Spa e Comune ci sono le procedure di esproprio avviate e concluse dall'ente in due terreni di proprietà della società titolare del Grand Hotel & La Pace. La prima riguarda un esproprio di terreni per realizzare alcuni parcheggi tra via Alighieri e via Simoncini. La seconda per due parcheggi in viale Adua. La proprietà non ha mai ricevuto alcuna indennità pur avendo l'ente occupato e utilizzato i terreni per la realizzazione dei parcheggi fin dal lontano 1981. E così si rivolse alla magistratura. Le cause. Prima a quella ordinaria, che accolse le domande di risarcimento danni presentate dalla Spatz Suardi (per il primo esproprio il tribunale di Pistoia condannò il 20 maggio 1992 il Comune al pagamento di 474 milioni di lire più gli interessi dal primo settembre 1982), poi a quella amministrativa, viste le eccezioni di difetto di giurisdizione sollevate dal Comune. Il quantum, in base a una Ctu svolta su incarico conferito dalla Corte di Appello di Firenze, consiste nella somma di 387.441,80 euro oltre interessi dal 6 novembre 1987 fino all'attualità, somma da maggiorare della dovuta rivalutazione monetaria (conseguendo l'importo di 482.055,08 euro), ulteriormente maggiorata di rivalutazione monetaria»dovuta per la qualità stessa della parte appellante, che è un'impresa che ricorre al credito bancario». Il Comune aveva vinto al Tar sostenendo la prescrizione della richiesta danni. Il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza obbligando l'amministrazione a risarcire i privati e anche un suo assessore.
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