Finanza
«Mai minacciato dai Casalesi»
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Nell’inchiesta Apogeo hanno indagato Ros e GicoParla l'albergatore diventato socio di un prestanome del clan
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MONTECATINI. «Non sono mai stato minacciato dai Casalesi. Casomai loro erano arrabbiati con la persona attraverso la quale avevano comprato la metà delle quote della società che poi non sono riusciti a pagare del tutto». Parla e dà la sua versione dei fatti l'albergatore di Montecatini, il cui socio napoletano è stato arrestato nell'ambito dell'operazione "Apogeo" condotta dai Ros dei carabinieri e dal Gico della Guardia di Finanza. In tutta Italia sono state arrestate 16 persone accusate di truffa aggravata, riciclaggio, bancarotta fraudolenta, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con l'aggravante del metodo mafioso. Tra i beni sequestrati ci sono 320 immobili (terreni, alberghi, ristoranti, case) - di cui 300 a Perugia - per un valore di circa 90 milioni di euro; 200 conti correnti in 53 istituti di credito diversi; 18 società e 45 quote societarie per un valore di 3 milioni di euro; 9 polizze assicurative, un cavallo, 2 natanti e 144 auto, c'è anche il 50 per cento della società proprietaria dell'hotel di cui è titolare l'imprenditore. «Si tratta delle quote ancora intestate al mio ex socio - afferma l'albergatore -. Manca il passaggio dal notaio, ma da tempo questa persona voleva uscire dalla società restituendomi il 50 per cento». La vicenda nasce dall'esigenza di avere liquidità. Si fanno avanti i Casalesi finiti in carcere che, un paio di anni fa, firmano cambiali per 180mila euro per l'acquisto del 50 per cento della società. «Me ne hanno pagati circa 50mila - chiarisce l'imprenditore -. A un certo punto quando non sono stati in grado di onorare le cambiali mi hanno avvertito dicendomi che si ritiravano dall'affare e che potevo riprendermi le quote. E in questa fase, come in quella delle trattative iniziali, nessuno mi ha mai minacciato. Anzi, alla fine come da accordi mi sono tenuto i 50mila euro. Dovevamo definire dal notaio la cessione a mio favore delle quote che si erano impegnati a rilevare, ma è arrivata l'inchiesta e il sequestro della parte ancora intestata al mio ex socio. Se avessimo fatto il passaggio in tempi brevi non sarei finito in questa storia».
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