Il Tirreno

Montecatini

Sedotti dalla città delle donne

Fabrizio Brancoli
Sedotti dalla città delle donne

Il romanticismo, lo stile e i grandi nomi ma anche lo sfruttamento e il sesso di una notte

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Una su sessanta. Dieci su sessanta. Forse zero su sessanta. Chissà quante finaliste di Miss Italia sanno che Montecatini, dove si contenderanno lo scettro, è la città delle donne. Le regine vere, del passato. Le dive del cinema muto come Mary Pickford e poi della grande Hollywood. Ma anche le povere straniere sfruttate e vendute sui marciapiedi. E le escort da migliaia di euro per le notti degli uomini in fuga. La città delle donne. Sarebbe piaciuta a Fellini.

Ben altre corone sono passate da questi viali e da questi giardini. Corone vere e corone mancate.
Era settembre anche allora. Settembre del 1949. La coppia arriva in viale Verdi tra due ali di folla, entra al Tettuccio, scherza e conversa amabilmente con gli addetti delle terme, mentre bevono e toccano l'acqua salina che scorre. Lei ha una gonna scura, una camicetta chiara a maniche corte e un foulard al collo, i capelli raccolti, gli orecchini di perle. Lui con i pantaloni color avana e un pull sportivo bianco. Tutti applaudono, i due risalgono in auto e ripartono verso la Torretta. È un film ufficiale dell'archivio britannico. Edoardo ottavo era “solo” Duca di Windsor, perché per amore non aveva voluto farsi re. La sua donna, Wallis Simpson, americana, pluridivorziata, non era stata ammessa al ruolo di regina, nel 1936. Così lui aveva rinunciato alla corona. Tredici anni dopo, Wallis con Edoardo fanno vacanza qui. Montecatini è sempre stata così. Un inno all'amore non convenzionale.

La bellezza ha sempre avuto a che fare con questo luogo. I dipinti del Tettuccio ritraggono le arti e le virtù, raffigurate come splendide donne. La storia tramanda il mito delle mescitrici delle Terme, bellissime ed eleganti, che nella Belle Epoque servivano l'acqua del benessere tra i colonnati neoclassici. Ma già allora, nei primi del novecento, nella vacanza c'erano amori e amoretti, scappatelle e vere fughe, tra i tavoli del caffè chantant e le lunghe passeggiate nel parco.
Oggi la città delle donne è più sordida e meno compiaciuta. Fino a pochi mesi fa c'era un negozio sfitto, in via Mazzini, a trenta metri dalla basilica di Santa Maria Assunta: un night club di Pescia l'aveva preso in affitto per sfruttarlo come vetrina di rappresentanza. Si vedevano le immagini delle ballerine aggrappate - alcune, per la verità, senza particolare destrezza - a un palo di lapdance; oppure attorno a un secchiello di champagne, divertite, in un brindisi. Accanto alla chiesa principale della città. Il business del sesso o del corpo, che altrove sarebbe coperto dal pudore (e dall'ipocrisia) qui va in vetrina.

Eppure... chiudete gli occhi. E immaginate una città toscana. Campagne dolci e verdi, ulivi, un borgo medioevale, le strade lastricate, vigneti e piccole enoteche, opere d'arte, il romanico, il rinascimento, la storia dei Comuni, le battaglie e i mecenati. È così, no?
Questa è la Toscana nella visione di ognuno di noi, o di un milanese come di un australiano. Però Montecatini è diversa. Perché il medioevo ce l'ha, ma su un colle che si chiama Montecatini Alto, con una piazzetta che sembra Capri, e i vigneti o gli ulivi sono intorno, a pochi minuti; invece lei sta a valle, nella pianura che un tempo era palude e che quando fu bonificata dal Granduca rivelò le acque magiche. Qui tutto è diverso dalla Toscana che si immagina a Milano o in Australia, perché c'è la tensione verso la grandeur, con gli edifici delle terme, che sono più europei che italiani. Grandi vasche, padiglioni, stucchi e mosaici, decorazioni, sculture e fontane, bronzi e tempietti. È toscana, ma non uguale al resto.

Forse una, forse dieci, forse zero delle sessanta finaliste di Miss Italia sanno che al Grand Hotel & La Pace - che viaggia verso il secolo e mezzo di storia - sono passate le icone della bellezza. Farah Diba che gioca con l'acqua della fontana del Tettuccio con pelliccia e cappello leopardati. Audrey Hepburn collo di cigno, Deborah Kerr fidanzatina d'America, Grace Kelly addirittura in luna di miele con Ranieri di Monaco. Poi Madame Curie alle terme per condurre intricati esperimenti medici e scientifici. O Katharine Hepburn che bacia Spencer Tracy sul poggio della Maona, durante una gita in auto. E Maria Josè con Umberto, o Margherita di Savoia, tra aiuole e mazzi di fiori, in quelle foto in bianco e nero che sembrano fotogrammi di film romantici, e invece sono testimonianze di storie vere.

Dov'è finita tutta questa gloria?
Forse è finita nella polvere della vetrinetta di via Mazzini, dove si pubblicizzava l'intrattenimento per uomini, da far sentire sultani per una notte o per la durata di qualche bollicina.
Detto per inciso, oggi il non-negozio è pure stato svuotato. Perché c'è la crisi, anche nei pali della lapdance.
Di notte partono le escort, splendide e fredde, ospiti dei ricchi in fuoriserie. Tra l'autostrada e l'ippodromo, invece, ecco decine di nigeriane, moldave, cinesi, belle, troppo giovani e dominate, una passerella sporca e criminale a pochi passi dai lustrini del palasport dove sfileranno le ragazzine acqua e sapone delle finali italiane. Trucchi pesanti, squallidi bikini. E tristi, enormi tacchi. I finestrini che si abbassano e i soldi che corrono come in un tassametro.

Forse saranno proprio le ragazze di Miss Italia - di nuovo delle donne - a far risorgere lo stile e la bellezza di questo luogo dissoluto, vivace e irresistibile. Con la loro pulizia, la loro freschezza e la loro voglia di vivere sognando.
Presto nascerà una grande piscina, progettata da un famoso architetto come Massimiliano Fuksas. A questa idea Montecatini affida la sua rinascita, nel segno della bellezza. Quella piscina la costruiranno alle terme Leopoldine, femminile plurale. Perché tutto dipende dall'acqua. Che, come la vita stessa, è femminile singolare.

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