Il Tirreno

Montecatini

L'impresario morto per il cranio sfondato

L'impresario morto per il cranio sfondato

La moglie: «Aveva in mano il telecomando della gru, non l'avrebbe mai lasciato»

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. È morto per lo sfondamento del cranio provocato dall'impatto violento con il suolo dopo un volo di circa tre metri.  Non è stata necessaria l'autopsia per chiarire le cause del decesso di Francesco Maraia, 41 anni, geometra e imprenditore edile montecatinese. È stato sufficiente l'esame esterno del medico legale incaricato dalla Procura della Repubblica che stamani dovrebbe dare il nulla osta al funerale che si terrà domani nella chiesa di San Francesco.  L'uomo, sposato e padre di due figli, nel tardo pomeriggio di martedì ha perso l'equilibrio mentre si trovava su una scala di collegamento tra due diversi piani di un'impalcatura in via Bellini al civico 55.

L'imprenditore è morto sul colpo. Era titolare della ditta da circa 13 anni. Sposato con Monica Biondi e padre di Chiara, 13 anni e Gabriele, di 10, Francesco Maraia ha incontrato un rovescio del destino che si è rivelato fatale.  Parenti e amici fanno la spola nella villetta di via Cerviano per consolare la moglie e i due figli.  «Francesco era molto agile - racconta in un composto dolore la consorte -. Sulla scala aveva in mano il telecomando della gru. Non so cosa sia successo, ma so che non l'avrebbe fatto cadere a terra per niente al mondo».  Finire a terra da tre metri non è uno scherzo, ma spesso chi è stato protagonista di simili incidenti al massimo ha riportato fratture più o meno gravi. Per Francesca Maraia la sorte ha preso la strada più straziante e senza ritorno.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web