Il dolore
Il dibattito sullaccorpamento
Cna sta con Vanni: troppi 11 Comuni
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MONSUMMANO. Si infiamma il dibattito intorno all'ipotesi di accorpamento dei comuni in Valdinievole. Aperto dal primo cittadino monsummanese Rinaldo Vanni (che aveva manifestato perplessità sull'effettiva utilità di 11 comuni), e proseguito con una tavola rotonda a Pieve (alla Festa dei Democratici in Via Nova), e poi con un intervento dell'ex sindaco di Pescia, Antonio Abenante, ora tocca alla Cna di via dell'Unità. Dalla sezione valdinievolina della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, con il presidente, Massimo Goti, e il responsabile di area, Roberto Pellegrini, arriva un plauso alle dichiarazioni di Vanni perché «in un'economia di territorio 11 comuni sono troppi». La presa di posizione, evidentemente non politica, si muove a protezione di interessi sì particolari (quelli delle imprese), ma che riguardano gran parte della cittadinanza. «L'accorpamento dei comuni - scrive Goti - non solo non farebbe perdere l'identità "campanilistica" dei luoghi, ma rafforzerebbe l'organizzazione complessiva del sistema locale, potendo così provvedere al produrre una logica e sensata programmazione territoriale che vuol dire miglioramento dell'economia locale, attrazione di investimenti, valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Oltre, probabilmente, ad un maggior risparmio economico e finanziario che dovrebbe essere utilizzato per ulteriori investimenti migliorativi sul territorio». Questo avverrebbe, secondo la Cna, anche a "saldi invariati", cioè con l'utilizzo delle stesse risorse umane ora presenti negli enti locali, grazie ad una rifunzionalizzazione dei ruoli e delle competenze. In soldoni: si applicherebbe una logica d'impresa (vedi le aziende consorziate oggi più forti sul mercato globale) anche ai comuni che, dal canto loro, semplificherebbero cavilli e pratiche (la cosiddetta "sburocratizzazione"). «La nostra Valdinievole - continua la lettera - avrebbe ulteriori risorse per poter pianificare uno sviluppo delle proprie infrastrutture (variante del Fossetto, casello autostradale di Montecatini, interramento ferrovia, ndr), un piano del commercio univoco e uniforme e una serie di investimenti attrattivo-turistici (terme, parco di Pinocchio, padule, Comicent, ndr)». Parole chiare contro l'eccessiva frammentazione (e la diversità di interpretazione delle norme) di uffici e servizi sul territorio. Chiude Pellegrini: «Gli amministratori insieme ai cittadini e alle rappresentanze devono avviare un percorso che guardi al bene del territorio e dei suoi abitanti, modificando il sistema attuale in un sistema più moderno».
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