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Montecatini

Assegni postali falsi: truffa da 30mila euro in trasferta a Livorno

Assegni postali falsi: truffa da 30mila euro in trasferta a Livorno

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MONTECATINI. Ripuliva i conti correnti delle ignare vittime riscuotendo degli assegni falsi, che gli venivano inviati da un complice di Roma. Alla fine, un cinquantenne residente a Montecatini aveva raccolto una bella somma, circa 30mila euro. Ma è stato scoperto e denunciato dagli uomini della polizia postale di Livorno, che, dopo una raffica di denunce, si erano mobilitati e in pochi giorni sono riusciti ad individuare il responsabile. La vicenda è inziata all'inzio del mese scorso, quando alla sede della polizia postale si presentò un operaio livornese di 45 anni che lamentava di essere stato derubato di circa 4mila euro dal suo conto postale. Questo era avvenuto attraverso la riscossione di 4 assegni, che però la vittima non aveva mai emesso, tanto che aveva potuto mostrare il libretto con i veri assegni che riportavano quei numeri di serie e che, ancora da compilare, erano in suo possesso.  Dopo qualche giorno si sono presentate alla polizia postale altre persone che hanno lamentato la stessa cosa: qualcuno aveva preso i soldi dai loro conti correnti postali, ma in un caso anche da uno bancario, tramite assegni che loro non avevano mai emesso e che, ancora una volta, non erano mai staccati dai blocchetti. Alla fine una mezza dozzina di denunce, per una cifra complessiva sui 30mila euro.  Una situazione che ha messo in allarme gli uomini della polpost livornese. In particolare, dopo aver visto che alcuni degli assegni erano stati riscossi in Campania, ma che parecchi invece erano stati pagati da uffici postali livornesi, la polizia ha diramato una serie di avvisi ai direttori delle sedi delle Poste spiegando cosa era accaduto e soprattutto, che se si fosse presentato qualcuno con assegni e documenti sospetti venisse immediatamente avvertita. Questo perché questi assegni potevano essere riscossi solo alla posta e da una persona che fosse titolare di un conto corrente postale.  Così, alla fine dello scorso mese, è arrivata la chiamata di un direttore di un ufficio postale di Livorno che segnalava come si fosse presentato un uomo che, appunto, chiedeva di riscuotere un assegno postale di notevole importo. Gli agenti hanno risposto di cercare di trattenerlo sono accorsi, ma nel fattempo l'uomo, vedendo che il pagamento ritardava, è scappato via lasciando l'assegno al direttore, facendo perdere momentanamente le tracce.  Ma, insieme all'assegno (che è risultato poi a nome di una persona delle Puglie che, come le altre vittime, non lo aveva mai staccato), il truffatore aveva lasciato all'ufficio postale gli estremi del suo documento. Così la polizia postale è risalita al truffatore: un cinquantenne di Montecatini che risultava avere dei precedenti. I poliziotti livornesi sono subito partiti verso la nostra città, insieme ai colleghi del compartimento di Firenze, competenti per zona, e hanno perquisito l'abitazione del cinquantenne, dove è saltato fuori un blocchetto di assegni falsi. L'uomo ha ammesso le proprie responsabilità, spiegando che era stato costretto a prestarsi alla truffa per pagare un debito: lui - ha detto agli agenti - riscuoteva gli assegni che gli venivano inviati già compilati e firmati e poi versava le somme raccolte a un complice di Roma. L'uomo è stato così denunciato per truffa e gli assegni falsi sequestrati.  A questo punto le indagini proseguono per cercare di individuare questa persona, ma soprattutto il meccanismo che permetteva alla banda di essere in possesso di questi assegni.

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di Redazione web