Il Tirreno

Montecatini

L’INTERVENTO

Sui comuni accorpati parole per non dire nulla

Cinzia Silvestri   Movimento Svegliati Italia

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 Leggo un lungo intervento di un sindaco della Valdinievole (Rinaldo Vanni di Monsummano ndr) sui costi della politica e sulle decisioni che il governo nazionale si appresta a varare. Non so quanto Berlusconi (che questo sindaco in consiglio comunale ha definito Burlamacco), ma anche lo stesso Bersani del Pd, possano apprezzare le dichiarazioni del primo cittadino valdinievolino. È evidente che il nostro nutra ambizioni legittime, al di là di una qualsiasi presidenza alla Sds come qualcuno sussurra: il piglio è certamente di colui che si sente già ministro plenipotenziario in pectore. Si può essere d'accordo su quel che afferma, ma anche no, direbbe Veltroni.  Impossibile non notare diverse contraddizioni, sia pur comprensibili, in difesa di un'organigramma degli enti locali che ha garantito in Toscana più che in altre regioni uno strapotere politico notevole. Non vorrebbe dar ragione al governo-Burlamacco, e nel contempo deve rispettare l'opinione pubblica che ha accolto benevolmente l'intenzione di ridurre certi apparati, e quindi si lancia in ipotesi che comunque finiscono per tutelare lo status quo attuale.  Tirato per la giacchetta, il governo è tornato sulle proprie decisioni e certe poltroncine provinciali resteranno, purtroppo per noi. Quindi appare puerile l'accorato appello, che pare dedicato all'universo femminile rappresentato in Provincia, con la frase-simbolo delle donne di sinistra: se non ora, quando?  Dubito che un governo Bersani, considerati gli attuali travagli interni al Pd avrebbe potuto dimostrarsi più coraggioso ed equilibrato. Se si tratta di un pour parler, ragioni pure il sindaco, facendo attenzione però al rischio - corso più volte - di parlare non in senso cosmico, ma solamente demagogico, sollevando l'ira funesta di taluni colleghi o compagni di partito. È giusto ambire all'elevazione, ma tra amministrare un paese di ventimila anime ed essere Barak Obama mi sembra che ci sia un po' di differenza. Bisognerebbe avere l'umiltà di pensare a ciò che abbiamo intorno, senza perdere di vista gli obiettivi più vicini: coltivare manie di grandezza può essere uno specchietto per allodole sprovvedute e ignoranti, ma può rivelarsi un boomerang, col compiacimento di taluni colleghi di incarico (e forse anche di partito).  Provveda il sindaco a illustrare progetti concreti per un nuovo modello amministrativo locale, invece di limitarsi a blande esternazioni estive che vorrebbero essere (ma non lo sono) un manifesto politico di propaganda antigovernativa.

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