Finanza
Rapina al casello di Chiesina
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Il casello autostradale di Chiesina Uzzanese Brandendo una sbarra i malviventi si fanno consegnare i soldi
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CHIESINA UZZANESE. Si sono presentati al casello autostrale, come dei normali automobilisti, solo che invece di tirare fuori il biglietto e pagare, hanno mostrato una sbarra di ferro e si son fatti consegnare loro l'incasso. È successo lunedì sera, all'uscita di Chiesina della Firenze-Mare. I banditi (quattro uomini, dal volto travisato, secondo le prime ricostruzioni) sono scesi di macchina e, brandendo la sbarra, hanno minacciato il casellante, pretendendo i soldi delle riscossioni dei pedaggi effettuate sino a quel momento. Sotto la minaccia di essere percosso, all'impiegato non è rimasto altro da fare che svuotare la cassa e consegnare il contenuto ai banditi. In totale, secondo il primo bilancio la rapina, avrebbe fruttato ai suoi ignoti autori circa 1.400 euro. Una volta ottenuti i soldi i malviventi sono risaliti in auto, uscendo dall'autostrada e proseguendo per le strade ordinarie, cercando di far perdere le proprie tracce in mezzo alla campagna di Chiesina Uzzanese. E da lunedì sera è proseguita la caccia ai banditi, che ha visto impegnati ininterrottamente gli uomini della polizia stradale di Montecatini (che, sul caso, stanno mantenendo uno stretto riserbo). Gli stessi agenti avrebbero recuperato una vettura abbandonata, inizialmente ritenuto il mezzo utilizzato dai ladri (che dopo aver fatto il colpo avrebbero potuto scambiare la vettura, abbandonando quella usata nella rapina per una macchina "pulita"). Ma resta ancora da accertare se si tratti effettivamente della macchina utilizzata dai malviventi. Non è la prima volta che il casello autostradale di Chiesina viene preso di mira dai banditi, anche se, finora, si erano "limitati" al furto. È il caso del colpo messo a segno nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre 2005, quando fu utilizzato un furgone rubato per sfondare gli sbarramenti che portavano al casello. Una volta dentro i banditi si impossessarono della cassa continua in cui finivano gli incassi del casello. Furgone e cassa (svuotata naturalmente) furono ritrovati la mattina dopo nelle campagne di Marginone. Un colpo che fruttò circa 2mila euro.
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