Il Tirreno

Montecatini

«Prima occorre unire i servizi»

Luca Signorini
La protesta dei sindaco contro la Finanziaria
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La protesta dei sindaco contro la Finanziaria

A Pieve acceso dibattito sulla proposta di accorpare i Comuni

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 PIEVE A NIEVOLE. Ha preso spunto dalla dichiarazione del sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni il dibattito di lunedì sera alla Festa del Pd in Via Nova. Sul tavolo la questione delle Province, dei Comuni, degli enti locali da riorganizzare e, magari, da tagliare.  Vanni sulle colonne del Tirreno si era espresso a favore della creazione di un'area Metropolitana Firenze-Prato-Pistoia che comprendesse delle "sub aree" (tra queste la Valdinievole) e, cercando un cambio di passo, aveva avanzato una proposta di riflessione sulla Valdinievole per «ragionare su quanto sia davvero opportuno e funzionale mantenere una suddivisione in undici Comuni, avendo la consapevolezza che non necessariamente la difesa dell'identità dei luoghi passa attraverso la difesa dei confini amministrativi».  Il tema, attuale come non mai visti i contenuti iniziali della manovra finanziaria di agosto (che, al di là della sua attuazione in merito, ha aperto comunque un dibattito sul tema enti locali) è stato affrontato nel corso di un dibattito, moderato dal segretario del Pd pievarino Maurizio Bozzaotre, di fronte a un nutrito pubblico. Un dibattito al quale hanno preso parte la presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni, il vicesindaco di Firenze Dario Nardella, il consigliere regionale (ed ex presidente di Provincia) Gianfranco Venturi e dal parlamentare Pd Lido Scarpetti.  Tutti si sono detti concordi sulla «necessità di una riorganizzazione degli enti locali, ma non come pensa di fare questo governo». Perché «ci vuole un approfondimento maggiore che tenga conto delle specificità di ogni luogo e il Pd deve avere una proposta unitaria (che ora non ha ndr)». Così Nardella: «Il tema va affrontato nello specifico anche se ora la discussione non ha contorni ben definiti. Il problema, comunque, non sono i costi della province (la cancellazione di presidenti, giunte e consigli porterebbe un risparmio dell'1,5% ndr), ma i loro compiti, come la manutenzione strade, l'edilizia scolastica, la gestione di ambiente e rifiuti. Il discorso non è se servono o no le province, ma a chi andranno le funzioni».  Sull'ipotesi dell'area metropolitana Fratoni e Venturi hanno sottolineato come la strada di mettere a capo del nuovo ente intermedio un sindaco a turno «non sia praticabile, anche se c'è un ottimo clima di collaborazione tra tutti i primi cittadini». La soluzione, questo il coro dei presenti, «è l'accorpamento dei servizi, cosa che garantirebbe un risparmio e una maggiore efficienza».  Piano di riorganizzazione peraltro già iniziato (vedi il corpo unico di polizia municipale della Valdinievole Est) che, in futuro potrebbe portare all'accorpamento dei Comuni. Solo però "dal basso".  «Sull'accorpamento dei Comuni deve decidere la popolazione e non i sindaci. Prima è necessario accorpare i servizi, poi può iniziare un processo, dal basso, per i Comuni». Ma, mentre nessuno - in sostanza - ha risposto davvero alla domanda di Vanni («Servono 11 Comuni?»), sulla questione aleggia l'ombra di un referendum popolare.

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