Proteste
Meno Comuni? Parliamone
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Il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni Dal sindaco di Monsummano un appello ai colleghi
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MONSUMMANO. I cittadini, nella maggior parte dei casi, sono d'accordo con l'idea, rendendosi conto che antichi campanilismi non giustificano apparati e spese che si potrebbero evitare. A dire di no, invece, sono solitamente gli amministratori. Ma sull'ipotesi di accorpare i Comuni c'è chi rompe questo schema. E, nell'ambito del nostro territorio, non si tratta di una figura di secondo piano, ma del primo cittadino di uno dei tre Comuni più importanti della valle. «Dobbiamo avere il coraggio di ragionare su quanto sia davvero opportuno e funzionale mantenere una suddivisione in 11 Comuni»: questo l'invito che il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni lancia ai suo colleghi valdinievolini. Lo fa dentro un'analisi più complessiva sulle realtà amministrative, alla luce della crisi e delle riforme inserite nella Finanziaria governativa, alle quali Vanni non risparmia comunque critiche di superficialità e inefficacia. «In questa crisi economica che sta scuotendo il mondo - scrive il sindaco - il nostro paese ha problemi irrisolti che rendono la nostra situazione molto più difficile e complicata rispetto ad altri paesi, perciò ci vorrebbero governanti coraggiosi ed equilibrati. Purtroppo il governo italiano anche nella manovra di agosto ha dimostrato di non avere coraggio né equilibrio, a partire dalle presunte misure per ridurre i costi della politica semplificando l'apparato amministrativo locale (la riduzione dei parlamentari, invece, tutti la vogliono, ma incomprensibilmente non viene fatta, e non sembra poi che questo dispiaccia davvero)». Ma Vanni parla di necessità di coraggio a ogni livello, amministratori locali compresi, e arriva un richiamo anche alla Regione: «In un'inequivocabile attenzione al sociale del presidente Rossi, riterrei altrettanto necessario una sensibile riduzione dei consiglieri (40 potrebbe essere un numero equo) ed eliminando quell'incomprensibile beneficio che è il "vitalizio" per gli ex consiglieri. Le risorse recuperate (qualche milione) potrebbero andare a finanziare progetti di sviluppo e di sostegno all'occupazione». Sulle Province il sindaco invita a un discorso più profondo rispetto a quanto previsto nella Finanziaria: «La loro eliminazione in base a numero di abitanti e superficie è di una pochezza assoluta, ma anche qui la discussione dovrebbe cambiare il passo, che per il nostro territorio (se non ora quando?) dovrebbe concretizzarsi con la realizzazione dell'area Metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, con al suo interno sub aree. Evidentemente la Valdinievole dovrebbe essere una di queste. In questi anni, nonostante gli sforzi della Provincia, è risultata debole e di difficile attuazione la programmazione sovracomunale, che spesso si è infranta su contrarietà locali». «In questo quadro, ovviamente, la nostra parte dovremmo farla anche noi sindaci - continua Rinaldo Vanni - e specificamente noi amministratori della Valdinievole. Dobbiamo avere il coraggio di ragionare su quanto sia davvero opportuno e funzionale mantenere una suddivisione in undici Comuni. Dobbiamo cominciare a ragionare su un nuovo assetto organizzativo, avendo la consapevolezza che non necessariamente la difesa dell'identità dei luoghi passa attraverso la difesa dei confini amministrativi. Non necessariamente si deve pensare ad arrivare a tre Comuni della Valdinievole (personalmente non mi appassiona tale sintesi), tuttavia a forme più aggregative sì, anche con passaggi intermedi come l'unione dei comuni. Nel terzo millennio, nei tempi di internet, possiamo lavorare su altre forme di democrazia e partecipazione, che sappiano coniugare efficienza e partecipazione, dimensione locale e bisogni universali, identità e interesse generale. Nessuno pensa ad atti di imperio, ma a un percorso ragionato e concordato che, anche attraverso passaggi intermedi, sintesi e accordi, arrivi ad un nuovo modello delle istituzionali locali nella Valdinievole, caratterizzato dalla presenza di soggetti meno frammentati e, quindi, più efficaci e autorevoli nell'affrontare i problemi del nostro territorio».
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