Proteste
Tranquilli, ne vedrete delle belle
Fabrizio Brancoli
Da Grace a Panariello, i famosi sappiamo come prenderli
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I montecatinesi hanno innumerevoli difetti (di alcuni dei quali, paradossalmente, vanno fieri) ma anche qualche pregio. Per esempio sanno “fare tv” e sanno accostarsi al mondo dello spettacolo, alle sue primedonne come ai suoi figuranti. È, in un certo senso, una storia del costume. Nel dopoguerra, progressivamente, l'intrattenimento della società italiana è scivolato dall'arte del cinema all'artigianato della tv.
E questa città, che prima ospitava i grandissimi del cinema (Spencer Tracy e Katherine Hepburn, Audrey Hepburn, Gary Cooper, Clark Gable, tutti, si badi bene, non di passaggio, ma proprio in vacanza, per scelta) è passata ai lustrini del piccolo schermo. Ma sempre con nomi super: prima l'epopea di Serata d'Onore negli anni ottanta, con Pippo Baudo che aveva praticamente le chiavi della città, e con teste di serie come Benigni e Celentano. Poi, anni duemila, di nuovo al Verdi e al palasport, il Torno Sabato di Panariello (con e senza lotteria) che ha intercettato numeri di auditel pazzeschi per l'epoca. In mezzo, decine di programmi, varietà, successi, flop, domeniche in, seconde serate, tutti al Tettuccio o al Verdi.
Benedetti, maledetti anni ottanta. Il Verdi è diventato un luogo mitico come l'Ariston di Sanremo. E infatti, proprio come per l'Ariston, quando il turista ci passa davanti o ci entra dentro dice: però in tv mi sembrava più grande. Perché la tv, ragazzi, è così. Ingrassa.
Che cosa lega Montecatini alla tv? L'accoglienza alberghiera all'altezza (14mila posti letto); un legame forte e discusso, che nasce dalle amministrazioni socialiste di trent'anni fa, allora legatissime alla Rai e alle produzioni di Stefania Craxi; e una vincente abitudine a gestire il business dell'effimero. Ma c'è anche di più. Per esempio il rispetto verso il famoso, visto che la gente qui non si stupisce mai troppo, non scodazza dietro ai personaggi, non li assilla. Abbiamo visto con i nostri occhi Zico e Pelè in corso Roma, salutati ma mai importunati. E anche Grace Kelly e Ranieri di Monaco, quando sono venuti in luna di miele (sì, è accaduto), passeggiavano in viale Verdi senza problemi.
Tutto si svolge qui con una presunzione decisamente incomprensibile a una lettura superficiale; con un'immodestia che sfiorerebbe il delirio, se non fosse mitigata dall'autoironia e dal gusto di non prendersi veramente sul serio. Qui la televisione è di casa perché l'eccesso e l'ironia sono l'ascissa e l'ordinata, hanno cittadinanza attiva e perenne. C'è un detto locale: a Montecatini il più stupido suona il violino con i piedi. In gergo “termale” significa che sono bravi, furbi, intelligentissimissimi. Ovviamente il detto è disintegrato dalla realtà di tutti giorni, dove i montecatinesi falliscono, perdono, deludono e precipitano come tutti. Ma non importa. Se non altro ci si rapporta a chiunque - dal regnante all'artiere - serenamente. Senza vanto ma senza idolatria.
L'ultima sviolinata con i piedi è questa mossa di Miss Italia che porterà tv e giornali per un mese con un bombardamento mediatico. Non si è ancora capito con precisione chi pagherà davvero l'operazione. E soprattutto non si è capito, è ovvio, se questo converrà a Montecatini o meno. Quindi è una scommessa. Quindi è perfetta per Montecatini. Ci saranno polemiche, problemi, ci saranno i soliti casini. Ma alla fine - scommettiamo - la città dei violinisti sarà pronta. E non intendiamo candidare uno slogan ma, insomma, “ne vedrete delle belle”.
E questa città, che prima ospitava i grandissimi del cinema (Spencer Tracy e Katherine Hepburn, Audrey Hepburn, Gary Cooper, Clark Gable, tutti, si badi bene, non di passaggio, ma proprio in vacanza, per scelta) è passata ai lustrini del piccolo schermo. Ma sempre con nomi super: prima l'epopea di Serata d'Onore negli anni ottanta, con Pippo Baudo che aveva praticamente le chiavi della città, e con teste di serie come Benigni e Celentano. Poi, anni duemila, di nuovo al Verdi e al palasport, il Torno Sabato di Panariello (con e senza lotteria) che ha intercettato numeri di auditel pazzeschi per l'epoca. In mezzo, decine di programmi, varietà, successi, flop, domeniche in, seconde serate, tutti al Tettuccio o al Verdi.
Benedetti, maledetti anni ottanta. Il Verdi è diventato un luogo mitico come l'Ariston di Sanremo. E infatti, proprio come per l'Ariston, quando il turista ci passa davanti o ci entra dentro dice: però in tv mi sembrava più grande. Perché la tv, ragazzi, è così. Ingrassa.
Che cosa lega Montecatini alla tv? L'accoglienza alberghiera all'altezza (14mila posti letto); un legame forte e discusso, che nasce dalle amministrazioni socialiste di trent'anni fa, allora legatissime alla Rai e alle produzioni di Stefania Craxi; e una vincente abitudine a gestire il business dell'effimero. Ma c'è anche di più. Per esempio il rispetto verso il famoso, visto che la gente qui non si stupisce mai troppo, non scodazza dietro ai personaggi, non li assilla. Abbiamo visto con i nostri occhi Zico e Pelè in corso Roma, salutati ma mai importunati. E anche Grace Kelly e Ranieri di Monaco, quando sono venuti in luna di miele (sì, è accaduto), passeggiavano in viale Verdi senza problemi.
Tutto si svolge qui con una presunzione decisamente incomprensibile a una lettura superficiale; con un'immodestia che sfiorerebbe il delirio, se non fosse mitigata dall'autoironia e dal gusto di non prendersi veramente sul serio. Qui la televisione è di casa perché l'eccesso e l'ironia sono l'ascissa e l'ordinata, hanno cittadinanza attiva e perenne. C'è un detto locale: a Montecatini il più stupido suona il violino con i piedi. In gergo “termale” significa che sono bravi, furbi, intelligentissimissimi. Ovviamente il detto è disintegrato dalla realtà di tutti giorni, dove i montecatinesi falliscono, perdono, deludono e precipitano come tutti. Ma non importa. Se non altro ci si rapporta a chiunque - dal regnante all'artiere - serenamente. Senza vanto ma senza idolatria.
L'ultima sviolinata con i piedi è questa mossa di Miss Italia che porterà tv e giornali per un mese con un bombardamento mediatico. Non si è ancora capito con precisione chi pagherà davvero l'operazione. E soprattutto non si è capito, è ovvio, se questo converrà a Montecatini o meno. Quindi è una scommessa. Quindi è perfetta per Montecatini. Ci saranno polemiche, problemi, ci saranno i soliti casini. Ma alla fine - scommettiamo - la città dei violinisti sarà pronta. E non intendiamo candidare uno slogan ma, insomma, “ne vedrete delle belle”.
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