Attenzione
Giuntoli sullabolizione delle province
«Pescia con Lucca: la giunta dia corso al referendum»
◗
Erba alta lungo la ferrovia a Borgo a Buggiano 2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. «La recente manovra finanziaria riporta in primo piano la proposta del passaggio di Pescia sotto la provincia di Lucca, per cui giace in comune da mesi, in attesa di essere valutato, un quesito referendario promosso da 1.300 cittadini, ossia il 10% circa del corpo votante del comune». Inizia così un lungo intervento di Andrea Giuntoli, di Pescia democratica, per evidenziare che «ci sono delle grosse novità che fanno capire come i promotori del referendum abbiano saputo leggere bene l'evoluzione del quadro politico e abbiano posto la questione nei termini giusti. In sintesi, è più conveniente per Pescia essere ai confini dell'area metropolitana fiorentina, o integrarsi a pieno titolo con Lucca, in un'ottica di sviluppo legato al consolidamento delle proprie eccellenze economiche e al rilancio del turismo?». La manovra prevede di sopprimere le provincie sotto i 300.000 abitanti. Ma al secondo comma dell'art. 15 dice: "I comuni del territorio delle province soppresse su propria iniziativa ai sensi dell'art. 133 della costituzione possono scegliere di essere aggregati ad un 'altra provincia nel rispetto della continuita territoriale". Ne deriva che coPescia può scegliere di aggregarsi a Lucca entro i termini previsti per la soppressione di Pistoia. «Visto che c'è una richiesta di referendum in corso - sottolinea Giuntoli - sarebbe giusto che, prima di scegliere, l'amministrazione sentisse i cittadini e lasciasse decidere a loro quale collocazione sia migliore. Quindi, è essenziale ora più che mai, che la giunta si adoperi con proposte accettabili e imparziali per sbloccare l'iter che porta al giudizio di ammissibilità del quesito referendario».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
