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Montecatini

Infermieri aggrediti a psichiatria

L’ingresso dell’ospedale di Pescia
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L’ingresso dell’ospedale di Pescia

La Cisl denuncia un altro caso: «La Asl deve prendere provvedimenti»

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 PESCIA. «L'11 agosto, ancora una volta un paziente si è allontanato dal reparto di psichiatria, dove si trovava ricoverato in osservazione, dopo aver aggredito a spintoni un 'infermiera. Lo psichiatra di urgenza sul territorio, unitamente a infermieri del Centro di salute mentale, si sono prontamente recati al domicilio del paziente, che nel frattempo era rientrato a casa. Gli operatori, accolti dai familiari, sono stati però cacciati con atteggiamento aggressivo e spintoni dal paziente. Un infermiere è rientrato in sede lamentando una caviglia dolente (non refertato). E' stata quindi attivata la procedura per il Trattamento sanitario obbligatorio. Una volta emessa l'ordinanza del sindaco del comune di residenza dell'interessato, i vigili urbani, una pattuglia della polizia, lo psichiatra, un'infermiera e l'ambulanza con a bordo un medico del 118 si sono recati al domicilio del paziente per mettere in atto il provvedimento sanitario. Il paziente ha manifestato ancora una volta un atteggiamento oppositivo e aggressivo. Soltanto la presenza e l'intervento diretto delle forze dell'ordine ha consentito di mettere in atto le prime misure terapeutiche urgenti, non senza esporre gli operatori al comportamento aggressivo della persona assistita. Lo psichiatra è stato colpito con un pugno al petto, senza (fortunatamente) riportare danni. Dopo lungo e laborioso intervento, è stato finalmente riportato in ospedale».  E' l'ennesima segnalazione di episodi "movimentati" che riguardano pazienti del reparto psichiatria di Pescia da parte della Cisl. Il comunicato è firmato dal dirigente della funzione pubblica del sindacato, Francesco Paoli, e dal segretario provinciale Andrea Bini. Una campagna, quella della Cisl, che va avanti da settimane e che (per episodi precedenti) ha provocato anche una replica del direttore del dipartimento di Salute mentale della Asl, dottor Vito D'Anza (che pubblichiamo accanto).  «La politica delle porte aperte, principale causa di questi episodi - proseguono Paoli e Bini - si è dimostrata il punto debole del reparto dl psichiatria. Ferma restando la situazione attuale, vi è quindi la necessità di adottare accorgimenti atti ad evitare la fuga dei pazienti. Cosa ben diversa sono le dimissioni volontarie per le quali il paziente firma; ma nel caso in esame il paziente che si è allontanato dal reparto è stato, a distanza di poche ore, sottoposto a Tso. Qualcosa non quadra? Il dott. d'Anza, che dirige anche la psichiatria di Pistoia, dovrebbe spiegare perché in detto reparto le porte sono chiuse ed apribili con telecomando dagli infermieri. Il dottor D'Anza accusa la Cisl di fare polemica, ma i fatti accaduti in questi ultimi mesi non sembrano dargli ragione e mettono in evidenza le problematiche del servizio di salute mentale della Valdinievole. La Cisl Fp chiede quindi all'azienda, a tutela dei pazienti e dei dipendenti, di porre in essere iniziative atte a prevenire il ripetersi di simili fatti. Riservandosi, in caso di inerzia, di segnalarli alle competenti autorità».

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