Gioco
SERATA DI GALA
Il fascino del trotto e la voglia di far festa
Sergio Braccini
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È stata una festa nel vero senso della parola questa 59ª edizione del Gran premio Città di Montecatini, nella notte di Ferragosto, corsa ad alta gradazione emotiva, come l'invito a cena d'una donna affascinante. Un evento con la E maiuscola che ha ripagato le aspettative del folto pubblico (7.262 i biglietti staccati all'ingresso; quasi 170mila euro giocati al totalizzatore, vale a dire, rispettivamente, più 19 e più 7% rispetto all'anno scorso). Ed è stato spettacolo puro, con la vittoria dell'idolo di casa Bellei. Vivendo l'ippodromo in diversi punti, sono stati molti i flash rimasti nella memoria in una serata iniziata con l'abbraccio ancora invadente di un velato sole agostano e salutata, dopo un caledoiscopio di emozioni, dal crepitìo scintillante dei fuochi d'artificio. Quando sono entrati in pista i cavalli della prima batteria, la gente cercava un buco allo steccato per la voglia di vedere da vicino questi campioni, con la gioia di partecipare, cogliendo nell'espressione, nel portamento di ogni trottatore una suggestione che avrebbe suggerito il proprio tifo, il proprio schierarsi, magari con un biglietto da giocare. E la scena si è ripetuta nella seconda batteria, animandosi ancor di più nella finale, in un Sesana trasformato in un crogiuolo di turisti abbronzati, scommettitori di professione o per "diletto", famiglie alla ricerca d'un intrattenimento diverso dal solito. Ancora una volta ci siamo innamorati di quel grande luna park che è l'ippodromo a Ferragosto.
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