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Montecatini

Un toscano-indianoal Le Cirque di Delhi

Giovanna La Porta
Un toscano-indianoal Le Cirque di Delhi

All'anagrafe è Abhay Singh Bhoite. Per tutti, da sempre, è Mickey. Lo chef de cuisine scelto da Sirio Maccioni per il nuovo ristorante di New Delhi è di origine indiana, ma valdinievolino a tutti gli effetti.

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MONTECATINI. All'anagrafe è Abhay Singh Bhoite. Per tutti, da sempre, è Mickey. Lo chef de cuisine scelto da Sirio Maccioni per il nuovo ristorante di New Delhi è di origine indiana, ma valdinievolino a tutti gli effetti.

Le Cirque targato Asia ha acceso i motori in agosto al Leela Palace Kempinski. Mickey è sposato con una ragazza slovacca e ha un figlio di tre anni. Nato il 14 maggio 1975 sotto il segno dei gemelli, parla italiano, francese, inglese e (ovviamente) indiano.

Nel suo curriculum, tra gli hobby, al primo posto figura la cucina seguita da viaggi, cinema, collezione di rettili e sport estremi.
Nel suo curriculum spiccano le esperienze al Cristallo di Cortina, del Golf Hotel di Punta Ala, del ristorante Kokko a Firenze, del Park Hyatt a Milano, al ristorante Manzoni a Pistoia.

In Valdinievole, oltre all'hotel Tamerici & Principe, ha lavorato in cucina al Mago Bago e al Saltincielo.
Attualmente è impegnato a tempo pieno in India per il lancio del nuovo Le Cirque. Lo abbiamo trovato su Facebook e lo abbiamo intervistato volentieri, alla vigilia del Ferragosto.

Bhoite, il tuo curriculum rivela che hai girato il mondo. Eppure, c'è chi sostiene che un pezzetto del tuo cuore è rimasto al ristorante Sulky dell'Ippodromo Sesana.
«Dal 1996 al 1998, in effetti, ho lavorato lì al fianco del mio maestro Romano Nardini. A lui devo molto. È il mio mentore. È stato mio insegnante all'alberghiero Martini, dove ho studiato e mi sono formato. Il legame con Nardini è proseguito anche dopo la scuola e si è trasformato in collaborazione professionale. Mi ha aiutato a capire la cucina toscana. Con lui e altri miei compagni, al Martini, mi sono divertito molto. È Romano la colla che ha tenuto sempre unito il nostro gruppo».

Che tipo di cucina viene proposta al Le Cirque a New Delhi?
«La cucina è prevalentemente italiana, anche se Le Cirque parla francese. Il menu è composto in parte dai piatti classici di Le Cirque. Il resto sono tutti miei piatti».

Maccioni ti ha dato fiducia. Tu cosa ti aspetti da questa avventura?
«Aprire un ristorante di questa portata in un paese in via di sviluppo come l'India è una grande sfida, sia per reperire prodotti di primordine che per trovare personale qualificato».

Ti senti italiano o toscano?
«Toscano con un passaporto Italiano».

Perché da piccolo ti sei traferito in Italia con la tua famiglia?
«Ci siamo spostati perché mio padre doveva venire in Italia per motivi di lavoro».

Qual è la tua cucina preferita? E il tuo piatto?
«Amo la cucina toscana e il mio piatto, o meglio il mio pasto preferito, è il panino con il lampredotto».

Tutti la descrivono come un tipo tosto: riservato ma testardo, ambizioso e generoso. Cosa c'è di vero?
«Tutto... penso che questo sia il cocktail di personailtà necessario per farsi strada in questo settore».

Tre aggettivi per Sirio Maccioni.
«Intelligente, sincero e positivo».

È vero che hai la passione dei serpenti?
«Allevo rettili da più di 20 anni, mi affascinano».

Prima o poi tornerai in Valdinievole per aprire un locale?
«Sicuramente, ho la casa lì! Aprire un ristorante dove vivo e dove ci sono tutte le persone che conosco sarebbe la soddisfazione più grande».

C'è un episodio che le ha cambiato la vita?
«Iscrivermi al Martini invece che al liceo scientifico... oggi potrei essere diventato un veterinario».

Per chi ti piacerebbe cucinare almeno una volta?
«Per Silvio Berlusconi».

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