Paziente in fuga da psichiatria Cisl: «Senza tutela»
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Lingresso del Cosma e Damiano 2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. «Un paziente trattato in regime coattivo è scappato dal reparto di degenza, per poi essere riaccompagnato dalle forze dell'ordine». La segnalazione dal fronte del Cosma e Damiano arriva dalla Cisl. Affermano i dirigenti sindacali Francesco Paoli e Andrea Bini: «A tale proposito quale tutela offre per il paziente e per il personale il fatto che ci siano le "porte aperte" del reparto. Qualora accadesse un dramma simile a quello accaduto circa un mese fa a Roma, dove un un paziente è scappato e ha ferito tre persone chi ne risponderebbe? Chi andrebbe a parlare con i familiari? È incontrovertibile che la responsabilità della sorveglianza dei pazienti è del personale, ma quest'ultimo deve essere messo in grado di adempiere al proprio dovere in sicurezza e a tutela dei malati». Dopo l'episodio dell'infermiere che per la Cisl è stato picchiato da un paziente, ma per il direttore del reparto si è trattato di una spinta, il sindacato torna sulla sicurezza del personale ospedaliero, «Il dottor Vito D'Anza (direttore di psichiatria, ndr) a parte le gratuite offese non ha dato alcuna risposta alle domande legittimamente formulate dal nostro sindacato: come cercare di limitare situazioni nelle quali il personale addetto al reparto psichiatria viene malmenato dai pazienti che, data la loro situazione clinica, non sempre sono in grado di controllare le proprie azioni. Tali fatti si ripetono sempre più di frequente ma tutto tace. È a dir poco sconcertante ed oltremodo offensivo sia per i malati che per i loro familiari che il dottor Vito D'Anza etichetti con la parola "matti" delle persone che sono malate. Un'azienda Usl responsabile dovrebbe, come minimo, richiamare al dovere un dipendente che si permette di rilasciare alla stampa simili dichiarazioni che hanno provocato indignazione e disappunto negli operatori e nella collettività».
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