Il dolore
Legambiente proccupata per la siccità
Padule: più controlli contro i prelievi d'acqua
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MONSUMMANO. Quest'anno a causa delle scarse piogge primaverili il Padule di Fucecchio si trova in una situazione di grave siccità. Gran parte del bacino palustre è oramai asciutto e nei canali esterni il livello delle acque è al minimo vitale. Neppure le piogge di luglio sono riuscite a migliorare la situazione, che anzi è destinata a peggiorare con il passare dei giorni. L'allarme arriva dai circoli Legambiente della Valdinievole e dell'Empolese Valdelsa. «Per fortuna sono - aggiungono - sono entrati in funzione i tre ossigenatori, che riescono a sopperire alla mancanza di ossigeno causata dalla scarsità di acqua. E nonostante che la situazione sia sotto gli occhi di tutti, ci risulta che alcuni proprietari sono stati autorizzati dal Circondario Empolese Valdelsa a prelevare acqua dal canale Maestro per uso privato, non connesso a scopi irrigui. E questo viene fatto anche in questi periodi, come noi di Legambiente abbiamo verificato e segnalato nei giorni scorsi alle autorità competenti». Non migliore, stando alla denuncia, sembra essere la situazione nella provincia di Pistoia, dove non risultano essere state rilasciate molte autorizzazioni per prelevare l'acqua, «ma stranamente in questi giorni sono già comparse numerose pompe lungo i canali delle zone a monte degli ossigenatori messi in funzione». Quindi, se da una parte si investono soldi pubblici per la messa in opera e gestione degli ossigenatori, dall'altra «si permette ai privati di pompare per usi propri quella poca acqua rimasta nei canali, vanificando gli effetti degli ossigenatori e rischiando di causare la morìa dei pesci che ancora vivono in quell'ambiente. Un vero spreco di denaro pubblico e soprattutto un danno ambientale gravissimo». Dall'anno scorso inoltre è entrato in vigore un regolamento per l'uso delle acque del Padule che ne vieta il pompaggio in periodi di siccità come questa». Ma viene applicato? - si chiede Legambiente - E a chi competono i controlli? E vengono effettuati?». Legambiente chiede quindi alle Province di Pistoia e Firenze, al Circondario Empolese Valdelsa, ai Comuni e all'Arpat competenti di mettere in pratica tutte le iniziative tese a salvaguardare un ecosistema fragile e delicato.
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