Il Tirreno

Montecatini

«Pronti a mettere 30 milioni»

Pietro Barghigiani
Il sindaco Giuseppe Bellandi e le ex lavanderie
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Il sindaco Giuseppe Bellandi e le ex lavanderie

L'Ad di Villa Maria annuncia l'interesse per le Terme

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 MONTECATINI. C'è un gruppo privato disposto a investire in città dai 55 ai 60 milioni di euro. Una realtà pronta a entrare nella gestione delle Terme e a creare un polo sanitario di eccellenza. Ma a distanza di due anni dalla formalizzazione delle offerte firmate da Villa Maria, holding della sanità con oltre trenta cliniche in Italia e all'estero, il silenzio è stata l'unica risposta ricevuta dalla società con sede a Lugo di Ravenna.  Quello della Regione, in particolare, è il mutismo che amareggia l'amministratore delegato del gruppo, Marco Angelotti.  Villa Maria ha in tasca fiches per decine di milioni di euro da giocare sul panno verde di Montecatini e non trova il banco che la ammette al tavolo.  Non la allontana, ma neanche la invita a prendere posto.  Il silenzio. «Ci dicano almeno sì o no - afferma -. Per i progetti che abbiamo presentato su Montecatini ci hanno fatto i complimenti anche i concorrenti. Ne parliamo dal periodo dell'insediamento della giunta Bellandi. Se da parte del Comune, maggioranza e opposizione comprese, c'è stato un assenso generale, dalla Regione non abbiamo avuto alcuna risposta».  Le Terme. Villa Maria non ha interessi solo nella sanità privata. Da tempo gestisce anche le Terme di Castrocaro.  Salute e benessere vanno a braccetto nel business del gruppo che per Montecatini ha manifestato l'intenzione di mettere almeno 30 milioni di euro nelle Terme candidandosi per una gestione diretta.  «In modo informale abbiamo fatto presente all'amministratore unico, Paola Paganelli la nostra volontà di entrare - spiega Angelotti -. Potremmo ricapitalizzare la società con 30 milioni di euro. D'accordo che è un progetto al momento accennato, ma ci piacerebbe che qualcuno ci dicesse cosa ne pensa».  I soci sono Comune e Regione e al momento non si conoscono passi ufficiali o ufficiosi sulla valutazione della proposta di Villa Maria.  Polo sanitario. Silenzio assoluto anche sull'altro capitolo della potenziale espansione del gruppo a livello sanitario con la realizzazione di una clinica da 140 posti letto dove sarebbero concentrate le attività di ortopedia e cardiochirurgia che ora vengono svolte al Santa Rita di via Manin e, a Firenze, al Maria Beatrice Hospital e al Pergolino Hospital.  Un investimento da 25-30 milioni di euro.  L'ipotesi era quella di acquistare dalle Terme gli immobili delle ex lavanderie ed ex ospedalino.  Nel frattempo il primo fondo è stato opzionato per l'acquisto da parte dell'Asl.  Una mossa che potrebbe precludere l'arrivo di Villa Maria.  Reazione e occupazione. In Regione sanno bene che l'operazione della holding romagnola potrebbe innescare una reazione a catena sul fronte sindacale e occupazionale per la chiusura delle due cliniche fiorentine che verrebbero assorbite dalla nuova struttura da allestire nel compendio termale.  Dunque, il silenzio come quieto vivere, soprattutto nel capoluogo.  «Il proprietario del gruppo Ettore Sansavini crede ancora nel progetto Montecatini - conclude Angelotti -. E anche io non ci ha rinunciato. Sono in contatto con il sindaco Giuseppe Bellandi. Non molliamo. Ci mettiamo alla finestra e aspettiamo».  Con le fiches ancora in tasca e in attesa di mettersi a sedere al tavolo verde e giocare le partite su Terme e sanità.

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