Il Tirreno

Montecatini

Il vicino li offende e loro lo filmano Querela con video

Pietro Barghigiani
Carabinieri in una corte di Monsummano
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Carabinieri in una corte di Monsummano

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 MONSUMMANO. La lite di cortile diventa un inferno quotidiano. Le parole scritte nelle querele non bastano a rendere l'idea di quello che succede tra le parti in conflitto.  E allora alle forze dell'ordine vengono presentati anche i video delle intemperanze del vicino accusato da un'intera famiglia di comportamenti violenti e offensivi. Succede in una corte di Monsummano dove da almeno tre anni definire i rapporti tesi è un eufemismo.  «Ci sono gli estremi per intervenire come stalking» premette l'avvocato Luigi Amoriello che assiste la famiglia ormai esasperata dalle ripetute provocazioni che, a loro dire, il vicino e i suoi familiari metterebbero in atto ogni giorno per l'uso di un passaggio sulla loro proprietà.  «Il Tribunale ha stabilito che l'area su cui dobbiamo passare per andare a casa deve essere sgombra di beni mobili, immobili o temporanei - afferma il capofamiglia di 55 anni -. E loro, invece, continuano a ostacolarci in tutti i modi arrivando a offendere me e mia moglie senza risparmiare le nostre figlie. Sto perdendo la pazienza. L'altro giorno quell'uomo mi ha tirato una fioriera danneggiandomi la macchina. Chiedo solo di essere tutelato da una persona violenta e prepotente che si vanta di aver fatto la galera e dice di infischiarsene delle leggi». Il legale riassume in cinque querele e in numerosi interventi dei carabinieri, in un'occasione anche due volte nello stesso giorno, lo stato di altissima tensione vissuto nella corte. Alcune sere l'ira del vicino sempre più scatenato contro i dirimpettai è stata registrata con una videocamera. Il cd con i filmati è stato allegato alle denunce.  «Quello che il mio cliente chiede è una risposta delle istituzioni - spiega l'avvocato Amoriello -. Ho finito la strada al commissariato di Montecatini e dai carabinieri per rappresentare la pericolosità di questa persona. Faccio appello alla Procura della Repubblica perché prenda in esame il caso e assuma i provvedimenti che riterrà opportuni».

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