Il Tirreno

Montecatini

Aumenta l’offerta per gli studenti. Possibile la qualifica dopo la terza classe

Tre indirizzi al Martini

Studentesse del Martini in visita al Tettuccio
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Studentesse del Martini in visita al Tettuccio

Da settembre ci saranno cucina, sala e ricevimento

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 MONTECATINI. L'alberghiero Martini ricomincia da tre. È questo il numero degli indirizzi che, a partire dall'anno scolastico 2011/2012, saranno ufficialmente attivati nell'istituto professionale di Montecatini. Finora erano due: enogastromomia (all'inteno del quale trovavano spazio ristorazione e sala-bar) e accoglienza (o ricevimento).  Dal prossimo anno scolastico si potrà scegliere tra cucina, sala, ricevimento. Uno staff nominato e coordinato dal preside Adelmo Pagni ha lavorato per mesi al progetto necessario per applicare il riordino Gelmini alla realtà dell'istituto termale.  «Come istituto professionale, secondo il riordino - spiega la vice preside Lorenza Lorenzini - dovremmo offrire agli studenti esclusivamente il percorso quinquennale di studio. La Regione, però, si è mossa diversamente da altre e ha deciso di concedere alle scuole una delega per dare la possibilità agli studenti di ottenere una qualifica professionale al termine della terza classe. La qualifica sarà di terzo livello europeo, spendibile come la precedente».  Con una differenza: ogni studente potrà decidere liberamente, una volta promosso in quarta, se sostenere l'esame di qualifica o sbarcare direttamente all'esame di maturità. Nessun obbligo, insomma, di stare a scuola per cinque anni.  L'alberghiero Martini è riuscito a tradurre in forma gattopardesca le direttive ministeriali. Tutto resterà, se non proprio uguale, molto simile a com'era prima della riforma.  «Con il nostro progetto - prosegue Lorenzini - abbiamo cercato di non stravolgere l'offerta consolidata, pur apportando delle modifiche». Rispetto agli altri professionali, gli alberghieri hanno un vantaggio: il ministero ha già provveduto a delineare specifiche aree professionali. In base al regime regionale di sussidiarietà, sono stati istituti due modelli di professionali: A e B. Per entrambi, nel triennio, è previsto un minimo di 1.800 ore per assolvere all'impegno richiesto dalla cosiddetta Ifp (Istruzione e Formazione Professionale). Di queste, il 20/25% vanno utilizzate per area base, il 20% per stage e il 55% per l'area professionale. Il modello disegnato dall'alberghiero Martini prevede 2.220 ore. Le ore settimanali, in totale, restano 32.  «Cambia solo l'organizzazione - chiarisce Lorenzini - e a ciascun ragazzo verrà assegnato un tutor». Nel biennio saranno mantenute tutte le materie e, al contempo, verranno rafforzate le attività di base e quelle professionali con la novità delle compresenze e un incremento degli stage.  «Il preside Pagni - conclude Lorenzini - ha voluto puntare su un tipo di insegnamento flessibile, trasversale e individualizzato».

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