La manifestazione
L’INTERVENTO
Immobili in svendita, danni erariali
Gruppi consiliari di opposizione
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Dopo due anni di nulla, senza che venga informato il consiglio comunale sull'esito della "pesca miracolosa" lanciata dal sindaco di Pescia per allargare la sua stremata maggioranza, viene convocata una riunione straordinaria del consiglio per oggi e con un unico punto all'ordine del giorno: l'approvazione di una stima stilata da tre tecnici esterni all'ente che rivede al ribasso i prezzi dei beni comunali da vendere. La vendita di tali beni dovrebbe servire, nell'intenzione della giunta, a ripianare il disavanzo dichiarato, per scelta, a seguito dell'esito non positivo del bilancio 2010 ed alla cancellazione di residui (tutti esigibili) dal bilancio 2011. Il provvedimento proposto presenta non pochi elementi di criticità: la stima proposta dai tecnici incaricati (costo 9000 euro oltre Iva) abbassa quella fatta dagli uffici comunali, non quattro anni fa, ma quattro mesi fa! E senza che, nel frattempo, sia stato esperito alcun altro tentativo di vendita, per cui, con ogni evidenza, si pone il consiglio di fronte ad una scelta, onerosa sul piano della responsabilità contabile personale, che non ha una motivazione giuridica solida. Aggiungiamo che il provvedimento non è accompagnato (ma secondo noi dovrebbe essere preceduto) dalla corrispondente variazione di bilancio. Insomma anche prescindendo dal merito della perizia proposta (e sono diverse le osservazioni ed i chiarimenti da chiedere), ci pare che venga portato con le caratteristiche dell'urgenza un provvedimento raffazzonato, di dubbia legittimità, assai discutibile sul piano politico e contabile. Ci riserviamo in proposito di fare un esposto alla Corte dei Conti ed alla Prefettura per possibile danno erariale a carico del Comune. Sia chiaro che noi riteniamo che la gestione del patrimonio immobiliare sia una parte importante della gestione del bilancio ma, proprio per questo, deve essere fatta con criterio, con correttezza e trasparenza, nell'interesse dell'ente. E da sola non può bastare, se non si interviene sulla spesa, sul monitoraggio delle entrate e sulle politiche attive affinché queste si realizzino. Ma di ciò non abbiamo contezza.
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