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Il Comune "sconta" coloniche e terreni per venderli meglio

Francesca Maltagliati
Il consiglio comunale di Pescia
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Il consiglio comunale di Pescia

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PESCIA. Verranno portate nel consiglio comunale del prossimo 3 agosto le modifiche alle stime dei beni da alienare di proprietà del Comune di Pescia. Modifiche al ribasso, che dovrebbero rendere più appetibili sul mercato i due beni in questione: la colonica con i terreni di via Fiorentina e i magazzini comunali in via Rocconi, in località Macchie di San Piero.  Per quanto riguarda la colonica di via Fiorentina il suo valore, dopo la stima, è sceso da 200mila a 191mila euro, mentre è rimasto invariato a 800mila euro quello dei terreni annessi. Scende invece molto di più il valore dei magazzini comunali. Da un totale di 1milione e 480mila euro si è infatti passati a 1milione e 131mila euro, circa 350mila euro in meno.  Queste modifiche verranno discusse e votate il 3 agosto, in un consiglio che è stato convocato in via straordinaria vista l'urgenza che ha l'amministrazione di vendere tali beni. Difatti tale alienazione dovrebbe andare a coprire una parte del disavanzo accertato nel bilancio 2010, un buco da 1milione e 600mila euro che il Comune deve ripianare in tre anni. Il piano di rientro approvato prevede infatti che sia proprio attraverso le alienazioni che l'amministrazione debba ripianare il debito con 400mila euro di entrate previste per il 2011, 600mila euro nel 2012 e 659mila nel 2013. Ma la necessità di convocare un consiglio straordinario ad hoc va anche ricondotta al limite del 30 settembre imposto per legge per la verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio. Se entro tale data non verrà concluso con esito positivo l'iter di vendita di uno o di tutti i beni che rientrano nel piano di alienazioni per la copertura del disavanzo (e quindi oltre ai due beni sopra citati anche un terreno in via Marzalla dal valore di circa 1milione 260 mila euro) con un introito minimo di 400mila euro, l'amministrazione sarà obbligata a modificare il piano di rientro triennale, operando una ricognizione complessiva della struttura del bilancio al fine di verificare la possibilità di operare dei tagli alla spesa.  «Ma - spiega Oliviero Franceschi, presidente del consiglio comunale - la decisione di convocare un consiglio straordinario va anche collegata al fatto che così è possibile inserire un unico punto all'ordine del giorno ed evitare di mettere in discussione altri argomenti». Una "cortesia" alle minoranze che avevano alzato la voce accusando l'amministrazione di voler portar all'approvazione documenti importanti in un periodo che vede alcuni assenti per ferie in modo da avere la garanzia della maggioranza.

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