Sicurezza
Incom, una trentina in mobilità
◗
Luglio 2001: la protesta alla Incom contro i tagli. Stamani si replicaPresidio dei sindacati ai cancelli dell'azienda di abbigliamento
2 MINUTI DI LETTURA
PIEVE A NIEVOLE. Sos occupazione alla Incom. La proprietà ha formalizzato la procedura di mobilità per una trentina di dipendenti ritenuti in esubero. È circa un terzo della forza lavoro impiegata soprattutto nell'area commerciale e nel magazzino dell'azienda di via Roma. La notizia del ricorso alla mobilità, anticamera del licenziamento, ha innescato la reazione dei sindacati Filctem-Cgil e Femca-Cisl che per stamani alle 11,45 hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli della ditta. A distanza di dieci anni dalla precedente ristrutturazione sfociata in una cinquantina di licenziamenti, lo spettro del posto di lavoro in fumo torna tra i dipendenti della società fondata nel 1951 e che prima di altre si lanciò nel mare aperto della delocalizzazione in Romania a partire dagli anni Ottanta. Testa a Montecatini e braccia all'estero, con fabbriche anche in Tunisia, per il gruppo che può contare su uno show room a Milano. Oltre al marchio di proprietà, Chinook, e ai marchi in licenza Pirelli Zero e Pickwick, l'azienda produce nelle proprie strutture numerosi marchi internazionali d'abbigliamento. «Incom (Industrie confezioni Montecatini) realizza commesse pubbliche ed è tra i più importanti fornitori di abbigliamento tecnico, militare e paramilitare - si legge sul sito dell'azienda -. Dal 2000 al 2005 ha curato la distribuzione in Italia del marchio Tommy Hilfiger». Da gennaio 2008 produce e distribuisce in tutta Europa, ad eccezione dei Paesi Scandinavi e dell'Europa dell'Est, il marchio americano U.S. Polo Assn. Nel frattempo è partita la mobilità per un terzo dell'organico di Pieve.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
