Il Tirreno

Montecatini

Tutta nuova la struttura della famiglia Lasalvia: investimento da un milione e duecentomila euro

L'Hotel President crede nel rilancio

Giovanna La Porta
L’hotel e i titolari Giovanni e Antonio Lasalvia
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L’hotel e i titolari Giovanni e Antonio Lasalvia

Il titolare: «Vogliamo recuperare anche la dependance chiusa da 13 anni»

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 MONTECATINI. Controtendenza e con una innegabile dose di coraggio, la famiglia Lasalvia, residente a Taranto e proprietaria dell'Hotel President dal 1975, rilancia l'albergo sul mercato dopo una notevole ristrutturazione.  L'hotel ha riaperto i battenti lunedì. Le camere sono 47, molte delle quali rimodernate, e le stelle tre. Giovanni Lasalvia, avvocato civilista e figlio di Antonio, che oltre trent'anni fa acquistò la villa e decise di ampliarla per realizzare un albergo, crede fermamente nel progetto di rilancio della nostra città. Direttore dell'hotel è Mario Maraviglia, volto noto di tanti storici hotel montecatinesi, una vita dedicata al settore alberghiero. «Voglio vivere la città - afferma l'avvocato Lasalvia - partecipando alle varie iniziative. La prima cosa che ho fatto è stata iscrivermi all'Apam. Ho investito nel recupero, ad oggi, un milione e 200mila euro. Sono pronto a impegnarmi ancora, purtroppo la burocrazia non ci aiuta. La dependance dell'hotel è chiusa da tredici anni. Vorremmo ristrutturarla completamente. L'idea è quella di trasformarla in un gioiellino. Il progetto è pronto e ci darebbe la possibilità di ricavare altre 18 camere».  «Do grande importanza ai dettagli - prosegue l'avvocato Lasalvia - ho mantenuto quasi tutto l'arredamento, che negli anni Settanta era stato realizzato dall'azienda Vivai del Sud di Roma. Abbiamo diverse novità: su tutte il giardino d'inverno. Siamo anche pronti a realizzare la piscina. Speriamo che i permessi arrivino e, con essi, il regolamento urbanistico propedeutico per lo svincolo della villa. Le potenzialità di Montecatini sono enormi, basti pensare alla posizione geografica. I segnali positivi ci sono da parte dell'amministrazione: guardo viale Verdi, con la chiusura e il resto, e mi rendo conto che c'è un'inversione di tendenza. Ho due figlie che studiano a Firenze e un figlio di 15 anni. Amano tutti la Toscana, anche mia moglie. Abbiamo tante idee: vorremmo ripristinare il piano bar, per esempio. Il ristorante sarà aperto anche all'esterno, con una cucina che ricorda la nouvelle cuisine. Per i primi tempi ci limiteremo alla mezza pensione. Gruppi? Ovviamente sì ma non tutti. Come tutti sappiamo, c'è gruppo e gruppo».  Il padre di Giovanni si chiama Antonio: «Venivo a Montecatini con la mia famiglia fin dal 1948. Nel 1975 mi capitò quest'affare. Lo abbiamo gestito per molti anni, poi lo abbiamo ceduto ad affittuari. Dopo varie vicissitudini, siamo di nuovo qui. Amo questo posto, sono cittadino onorario e ne sono orgoglioso. Sono stato segretario capo della Procura di Taranto. Adesso mi piace godermi la mia seconda città. Se Montecatini è cambiata? Non fatemi parlare...».

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