Gioco
Mickey Bhoite, 28 anni, selezionato per lapertura del locale di New Delhi
Dall'Alberghiero a chef in India nel nuovo ristorante di Maccioni
Giovanna La Porta
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Unimmagine di Mickey Bhoite lo chef di 28 anni di Monsummano selezionato da Sirio Maccioni (nella foto a destra durante una premiazione dei sommelier) 2 MINUTI DI LETTURA
MONSUMMANO. Ha appena 28 anni ma è già "popular". Al punto che Sirio Maccioni, tra centinaia di curriculum, ha scelto proprio il suo per l'apertura di un nuovo ristorante a New Delhi. Parliamo di Mickey Bhoite, chef di fama internazionale, indiano di origine ma valdinievolino di adozione, ex allievo dell'istituto alberghiero Martini. La famiglia Bhoite si è trasferita a Monsummano intorno agli anni Ottanta ed è qui che sono cresciuti Mickey e i suoi fratelli. Bhoite, adesso, si trova in India, impegnato nel progetto di apertura del nuovo locale di Maccioni. Rispettoso ma non timido, tranquillo ma dotato di forte personalità edi un talento naturale tra i fornelli. Così lo descrivono gli ex compagni di scuola e gli insegnanti. L'identikit disegnato dal talent-scout Maccioni gli calza a pennello: "Giovane, intelligente e che sappia cucinare" sono le tre caratteristiche da lui indicate come condizioni necessarie per guadagnare la sua fiducia. Valerio Nesti, chef e docente di ristorazione al Martini, ha insegnato a Mickey in terza superiore. «L'anno della qualifica - spiega Nesti - è importante per la formazione professionale degli studenti. Mickey era curioso, instancabile e solidale con i compagni in difficoltà. Ha uno spirito straordinariamente generoso. Era bravissimo nel preparare salse e carni. Metteva nella cucina italiana un pizzico della tradizione indiana, cimentandosi in soluzioni fusion». A fine anni Novanta, Mickey lavorava già alla Cascina Igea. In pochi anni, una carriera in crescendo: dal ristorante dell'Ippodromo al ricercato "Fusion" di Firenze, al "Golf Hotel" di Punta Ala. Dove ha lavorato con Jacopo Nannini, che di recente ha acquisito la gestione di "Villa Garzoni" a Pescia. «Mickey - racconta Vannini - mi ha dato una mano, fisicamente, per aprire il ristorante. Siamo molto legati, abbiamo frequentato insieme l'alberghiero, dove abbiamo appreso molti trucchi del mestiere». Nesti non si meraviglia: «Era una classe affiatata. Devo dire che sono diversi, di quel gruppo, ad aver sfondato. E Mickey su tutti. Tempo fa provò a inviare il curriculum a Maccioni, che non ha esitato a contattarlo per un colloquio a New York. Mickey non ha perso l'occasione e poco dopo Sirio gli ha scritto una lettera per informarlo di averlo destinato alla guida del suo nuovo locale indiano». Maccioni seleziona quotidianamente decine di proposte. Ed è tuttora in cerca di un cuoco per il ristorante che, presto, troverà spazio sulla Quinta Strada a Manhattan.
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