Il dolore
Barricato con quattro fucili
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Un posto di blocco dei carabinieri in via Leopardi Pensionato minaccia di spararsi, salvato dai carabinieri
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MASSA COZZILE. «Sembrava fosse scoppiata la guerra»: così un vicino di casa ha commentato le scene da incubo vissute nella tarda mattinata di ieri in via Leopardi, dove un anziano, in stato confusionale, si è barricato dentro una stanza con quattro fucili, minacciando il suicidio e chiunque provasse ad avvicinarsi. Un episodio che ha animato non poco questa zona ai bordi della campagna, solitamente tranquilla. Tutto è iniziato poco prima delle 13 di ieri, quando, dopo un litigio apparentemente banale con i familiari, un uomo di 66 anni si è barricato nello stanzino, che si affaccia sull'esterno della sua abitazione. Con lui aveva portato i suoi 4 fucili da caccia (tutti posseduti regolarmente), e ha iniziato a minacciare il suicidio. Minacce poi rivolte anche a un familiare che, attraverso una finestra a grata dello stanzino, aveva provato a sfilare uno dei fucili. Sul posto sono intervenuti i carabinieri dalla compagnia di Montecatini e dalle stazioni di Buggiano e Ponte. I militari, riuscendo a distrarre l'uomo, sono riusciti ad afferrare e portar via, attraverso la grata, tre dei quattro fucili. A quel punto l'uomo ha reagito, caricando con tre cartucce l'unico che gli era rimasto, e rinnovando le sue minacce suicide. La situazione sembrava poter degenerare da un momento all'altro. A quel punto, con la collaborazione della polizia municipale di Massa Cozzile, sono state fatte sgomberare le abitazioni adiacenti per motivi di sicurezza, mentre l'intera area era stata circondata e isolata dal personale specializzato del reparto operativo di Pistoia. Nel frattempo era stato anche allertato il gruppo di intervento speciale di Livorno, per prepararsi a un'eventuale irruzione. Ma, grazie alla capacità di dialogo dei militari, alla fine non c'è stato bisogno di alcun atto di forza. I carabinieri hanno avviato una trattativa con l'uomo: parlando attraverso il finestrino hanno cercato di tranquillizzare il 66enne, che alternava momenti di calma a crisi di pianto. Hanno cominciato a chiedergli quali erano le sue richieste, e a instaurare un colloquio pacato per cercare di rasserenarlo e impedire eventuali gesti estremi. Alla fine, dopo una conversazione andata avanti per quasi un'ora, l'uomo - che nel frattempo era scoppiato in un pianto liberatorio - si è convinto ad aprire la porta e si è consegnato ai carabinieri, i quali innanzitutto hanno preso in consegna l'ultimo fucile rimasto nelle sue mani. Una volta consegnatosi ai militari l'uomo è stato accompagnato alla compagnia carabinieri di Montecatini e da qui, dopo essere stato trattenuto brevemente, è stato affidato al personale sanitario e trasportato all'ospedale di Pescia, per essere sottoposto ad accertamenti clinici. E alle cure del personale del 118 ha dovuto ricorrere anche un'anziana parente dell'uomo che, quando finalmente la drammatica avventura si è conclusa, non ha più retto all'emozione ed è svenuta.
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